Venezuela cinque cose da sapere sulle elezioni parlamentari

Il partito del presidente Nicolas Maduro ha vinto le elezioni parlamentari tenute in Venezuela: forte astensione da parte dell’elettorato.

Che il partito del presidente Nicolas Maduro vincesse le elezioni parlamentari era un risultato annunciato. Con un astensionismo elevato, il partito di Maduro ha vinto le consultazioni elettorali aggiudicandosi la maggior parte dei 277 seggi parlamentari. I maggiori partiti dell’opposizione hanno boicottato il voto e non hanno partecipato, accusando il governo di brogli e frodi elettorali.

Il voto venezuelano è arrivato dopo due anni di scontro politico durissimo tra il presidente Maduro e il leader dell’opposizione Juan Guaidò. Uno scontro che è seguito alle elezioni presidenziali del 2018 che hanno confermato il neo-presidente dopo una riforma costituzionale e un referendum al centro di durissime contestazioni.

Dopo le elezioni presidenziali contestate, Guaidò è stato riconosciuto come presidente ad interim dall’assemblea nazionale venezuelana, dagli Stati Uniti e da circa 50 altri Paesi stranieri. L’assemblea nazionale, in cui si è votato domenica 6 dicembre 2020, è stata l’unica istituzione politica non controllata dal partito socialista di Maduro.

Ecco cinque cose da sapere sulle elezioni parlamentari in Venezuela.

  1. Un solo schieramento politico

L’unico schieramento politico in corsa è il Gran Polo patriottico del presidente venezuelano. L’obiettivo della coalizione di governo è quella di riconquistare il Parlamento dopo che nel 2015 ha visto una maggioranza di partiti dell’opposizione.

Il risultato era abbastanza scontato perché i principali partiti hanno boicottato il voto, denunciando in anticipo possibili frodi e scarsa trasparenza. L’accusa era che le autorità elettorali e i membri della Corte Suprema sono tutte persone scelte dal presidente. Per questo motivo, Guaidò e alcuni partiti hanno pensato che partecipando avrebbero avallato le scelte di Maduro e legittimato elezioni  svolte in un clima i scarsa trasparenza. Nonostante questo, ci sono anche molti partiti che hanno partecipato. Tra questi l’Apr, Alternativa rivoluzionaria popolare, che si oppone a Maduro da una posizione ancora più a sinistra.

2. La questione della legittimità

Secondo l’Unione Europea, Stati Uniti e Organizzazione degli Stati americani hanno contestato la scarsa trasparenza democratica del processo elettorale e avevano anticipato che il risultato elettorale non sarebbe stato considerato legittimo. Tra i Paesi che non riconoscono la legittimità delle elezioni parlamentari ci sono tanti Stati latinoamericani e caraibici. Maduro può invece contare sull’aiuto e il riconoscimento di Cina, Russia, Iran, Turchia, Cuba e Nicaragua. Negli Stati Uniti, Joe Biden seguirà probabilmente la linea di Trump di considerare illegittime queste elezioni.

3. Il consolidamento del potere di Maduro in Venezuela

Con lo schieramento dell’opposizione a Maduro fuori dal Parlamento, il presidente venezuelano avrà vita facile a consolidare il suo potere e a estenderlo. Di fatto ha tutta l’opposizione fuori dalle sedi istituzionali. Ciò ha permesso a Maduro di annunciare pubblicamente che si sarebbe dimesso se i partiti di opposizione avessero preso più voti della sua coalizione in Parlamento. Uno scenario impossibile.

4. Che farà Guaidò ?

Cosa succederà adesso nell’opposizione e al suo leader Guaidò dopo le elezioni parlamentari che hanno sancito la vittoria della coalizione del presidente Maduro? Guaidò è stato riconosciuto come presidente ad interim sulla base dell’articolo costituzionale che prevede che nel caso di vacanza della presidenza spetta al presidente dell’assemblea legislativa ricoprire il ruolo. Nel 2018, l’elezione contestata di Maduro ha fatto ritenere al parlamento, a maggioranza dell’opposizione, di nominare il suo presidente Guaidò come capo dello Stato ad interim. Il 5 gennaio 2021 entra in carica la nuova assemblea legislativa dove la maggioranza l’avrà Maduro. Quindi scade il ruolo di Guaidò su cui l’opposizione venezuelana e alcuni Paesi (anche Usa e europei) avevano fatto affidamento per contrastare il regime di Caracas.

5. Continua l’impasse politica

Sebbene Maduro abbia ripreso il controllo dell’assemblea legislativa, l’impasse politica non si sbloccherà. Anzi probabilmente peggiorerà lo scontro politico sia interno sia in ambito internazionale. Questo perché i rappresentanti dell’opposizione si rivolgeranno di più ai loro contatti e relazioni estere per contrastare il regime di Maduro. Con conseguente aumento di tensioni.

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