La Commissione Europea fa scattare procedura per violazioni dello Stato di Diritto. E’ la prima volta nella storia dell’Unione Europea.

Scontro aperto con botta e risposta tra Unione Europea e Polonia. La Commissione Ue ha  fatto scattare per la prima volta nella sua storia la procedura prevista dall’articolo 7 dei Trattati. E’ l’iter per l’applicazione delle sanzioni. La Commissione contesta al governo di Varsavia gravi violazioni dello Stato di Diritto.


L’articolo 7 del Trattato Ue (13 dicembre 2007- c.d. Trattato di Lisbona)

Su proposta motivata di un terzo degli Stati membri, del Parlamento europeo o della Commissione europea, il Consiglio, deliberando alla maggioranza dei quattro quinti dei suoi membri previa approvazione del Parlamento europeo, può constatare che esiste un evidente rischio di violazione grave da parte di uno Stato membro dei valori di cui all’articolo 2. Prima di procedere a tale constatazione il Consiglio ascolta lo Stato membro in questione e può rivolgergli delle raccomandazioni, deliberando secondo la stessa procedura.

Il Consiglio verifica regolarmente se i motivi che hanno condotto a tale constatazione permangono validi.

Il Consiglio europeo, deliberando all’unanimità su proposta di un terzo degli Stati membri o della Commissione europea e previa approvazione del Parlamento europeo, può constatare l’esistenza di una violazione grave e persistente da parte di uno Stato membro dei valori di cui all’articolo 2, dopo aver invitato tale Stato membro a presentare osservazioni.

Qualora sia stata effettuata la constatazione di cui al paragrafo 2, il Consiglio, deliberando a maggioranza qualificata, può decidere di sospendere alcuni dei diritti derivanti allo Stato membro in questione dall’applicazione dei trattati, compresi i diritti di voto del rappresentante del governo di tale Stato membro in seno al Consiglio. Nell’agire in tal senso, il Consiglio tiene conto delle possibili conseguenze di una siffatta sospensione sui diritti e sugli obblighi delle persone fisiche e giuridiche.

Lo Stato membro in questione continua in ogni caso ad essere vincolato dagli obblighi che gli derivano dai trattati.

Il Consiglio, deliberando a maggioranza qualificata, può successivamente decidere di modificare o revocare le misure adottate a norma del paragrafo 3, per rispondere ai cambiamenti nella situazione che ha portato alla loro imposizione.

Le modalità di voto che, ai fini del presente articolo, si applicano al Parlamento europeo, al Consiglio europeo e al Consiglio sono stabilite nell’articolo 354 del trattato sul funzionamento dell’Unione europea.


 

Nel mirino dell’Ue c’è la riforma giudiziaria polacca che, stando alla Commissione, lede e limita il diritto l’autonomia della magistratura. Ora la parola passa al Consiglio Europeo che dovrà decidere.

In comunicato stampa, la Commissione Europea ha spiegato che è intervenuta per difendere l’indipendenza del sistema giudiziario. Nella nota si legge che dopo due anni di sforzi per un dialogo costruttivo, la Commissione Ue ritiene che esista un chiaro rischio di violazione dello Stato di Diritto.

Le riforme giudiziarie in Polonia, prosegue la nota, comportano che il sistema giudiziario nazionale sia sotto il controllo della maggioranza.

Risponde col botto il governo polacco. Varsavia andrà avanti sulla riforma della magistratura nonostante la decisione di Bruxelles di attivare l’articolo 7. Lo ha detto il ministro guardasigilli polacco Zbigniew Ziobro, che ha definito quella della Commissione Ue una “mossa politica” per esercitare pressioni. Nello scontro Ue-Polonia si gioca il futuro dell’Unione già sottoposta a numerose perturbazioni politiche.

1 COMMENT

  1. ogni 50/70 anni qualcuno comincia a dire che la Polonia sta sbagliando qualcosa e di conseguenza si tenta di spazzarla via e se provano a resistere son dolori seri. certamente i polacchi innervosiscono chi li vorrebbe annientati moralmente e magari anche fisicamente, invece sono tenaci e hanno una capacità reattiva unica al mondo e non c’è disgrazia che li pieghi, dopo un po’ o qualche decennio sono ancora in piedi. forse i tedeschi comperando in svendita buona parte del Paese dopo la caduta del Muro pensavano di aver comperato anche il Popolo. Hanno la memoria corta, dovrebbero ricordare quanto sia impossibile piegare la Polonia per loro o per chiunque

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