Lucrezia il capolavoro di Tiziano
Il capolavoro di Tiziano: Lucrezia

La mostra di Tiziano è aperta a Palazzo Reale di Milano. Merita una visita. Ecco il perché.

Tiziano racconta le veneziane con maestria e eleganza. La mostra è aperta a Palazzo Reale di Milano dal 23 febbraio al 5 giugno è allestita prestando grande attenzione al percorso artistico del grande pittore nato a Pieve di Cadore, ma veneziano di adozione.

Questa “personale”, chiamiamola così, è intervallata con dipinti di altri maestri “veneziani” del calibro di Tintoretto, Veronese, Giorgione. Pochi i quadri di questi ultimi, ma buoni.

E’ un Tiziano un po’ inedito, che magari deluderà chi si aspetta i dipinti classici del rinascimento veneziano. Siamo abituati a vedere quadri che raccontano Venezia, “fotografando” i suoi vicoli, le piazze e i palazzi, il Canal Grande. Qui invece si raccontano le donne: figure femminili catturate in momenti diversi della loro quotidianità o donne protagoniste della mitologia e della storia. Il pennello di Tiziano e degli altri maestri riesce a far risaltare tutta la sensualità femminile.

Scrivevo dell’attenzione dedicata al percorso culturale. Va fatto un grande complimento a chi ha curato la mostra. Emerge un profondo lavoro di studio e di preparazione dove nulla è lasciato al caso. Tutto è disposto in maniera originale, come gli stessi quadri che arrivano per la maggior parte dal Kunsthistorisches Museum di Vienna. Opere che sono difficili da rivedere tutte insieme se si perde questa opportunità. Qui va spezzata un’altra lancia a favore dell’organizzazione di Palazzo Reale. Non è a prima volta che riescono a portare a Milano opere provenienti da musei esteri oppure da collezioni private.

L’incipit dell’esposizione è subito da botto. Uno dei quadri più belli, almeno per chi scrive, colpisce subito il visitatore: la Madonna col bambino. L’opera di Tiziano collocata subito all’ingresso è affascinante e coinvolgente. E’ uno dei pochi dipinti in cui si osserva sullo sfondo l’ambiente “bucolico” che piace all’artista veneziano. Campi e mare (o forse un fiume) in lontananza.

Tiziano: Allegoria della Sapienza
Tiziano: Allegoria della Sapienza

Il percorso della visita prosegue con le stanze delle “belle veneziane”. Una serie di ritratti importanti più per il loro significato artistico che per la perfezione pittorica. Queste donne sono rappresentante durante momenti particolari della loro vita: il giorno del matrimonio, prima di un ballo importante, durante un evento. Gli esperti in passato avevano pensato che fossero cortigiane. Una storiografia più recente ritiene invece che fossero donne immortalate nella loro quotidianità. Le “belle veneziane” è diventato così un genere creativo, quasi a rappresentare un filone particolare dell’arte pittorica veneziana del XVI secolo.

C’è molta poesia in questi ritratti. C’è anche molta malinconia che si legge negli sguardi di queste donne. A volte tristezza come quello sguardo verso l’alto di Lucrezia, il dipinto che da solo vale tutta la mostra. Forse un po’ eccessivo il prezzo delle mostre d’arte oggi, che rischiano di diventare sempre di più per elite ristrette.

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