Secondo colloquio Biden Putin sull'Ucraina

Joe Biden e Vladimir Putin si parlano per la seconda volta nel giro di un mese. Il colloquio in videocollegamento del 30 dicembre non ha portato molto di più rispetto a quello dello scorso 7 dicembre. I due leader si sono confrontati tutto sommato in un clima amichevole e più disteso secondo le principali agenzie media internazionali. Entrambi sono in cerca di una via diplomatica per risolvere la crisi politico-militare nell’Europa orientale e in Ucraina in particolare. Il leader degli Stati Uniti minaccia dure sanzioni e altri provvedimenti economici, in accordo con gli alleati occidentali, se la Russia dovesse davvero invadere l’Ucraina. Nelle scorse settimane, come ho più volte raccontato su questo magazine, si è creata un’alta tensione per la presenza di migliaia di soldati russi vicino ai confini ucraini. Kiev è preoccupata per la vicinanza dell’esercito russo ed è ancora vivo il ricordo dell’annessione della Crimea “strappata” proprio all’Ucraina nel 2014. Le inquietudini nella capitale ucraina sono anche provocate dal ritiro americano in Afghanistan dopo l’arrivo del talebani. Una scelta che fa temere per Washington possa fare la stessa cosa in Ucraina. Biden però ha rassicurato, garantendo che l’impegno Usa c’è ed è ben saldo, Tanto che nell’incontro del 30 dicembre ha detto Putin che gli Stati Uniti e i loro alleati imporranno pesanti sanzioni economiche nel caso Mosca metta le mani su Kiev. Putin ha risposto che altre sanzioni romperebbero del tutto i legami est-ovest e ha invitato Biden a ritirare, a sua volta, i militari Nato nell’est Europa e a impedire qualsiasi espansione della Nato a est. Il leader russo ha detto che Washington farebbe la stessa cosa se una potenza straniera portasse i militari vicini ai suoi confini. Putin ribadisce quindi la linea già detta nel colloquio del 7 dicembre. Ritiro dei suoi militari in cambio della garanzia allo stop dell’allargamento Nato a est. Il presidente russo ha anche auspicato che prosegua il dialogo con Biden nell’ottica di fare lavorare la diplomazia anziché le armi. Gli Stati Uniti e la Russia stanno lavorando a un documento per la soluzione della controversia ucraina. In questo potrebbe essere inserito anche il principio che la Nato non farà più esercitazioni militari vicino ai confii russi, ritirando gli uomini stanziati. Questa ipotesi è però ancora allo studio.

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