Se l'ambargo su gas e petrolio fosse la scelta giusta?

Joe Biden ha annunciato il divieto di importare gas e petrolio dalla Russia. La scelta, ha spiegato il presidente americano, è stata condivisa al Congresso da repubblicani e democratici. Quello che arriva da Washington è un forte segnale di unità nazionale e di ferma volontà di difendere i valori di libertà e democrazia.

La decisione dell’embargo energetico si spinge però più in là. La guerra di Vladimir Putin è finanziata in gran parte dai proventi versati dal mondo occidentale, e l’Europa in particolare, per le forniture di gas e petrolio. Le sanzioni finora imposte alla Russia funzionano sicuramente. Ma quello che può colpire l’economia russa e rendere insostenibili i costi bellici è proprio l’embargo sul principale prodotto di esportazione russo: quello delle risorse energetiche.

Il ciclo bellico- economico è quindi questo. L’Europa ha una dipendenza energetica dai russi (in particolare i tedeschi e gli olandesi). Continuando a acquistare gas e petrolio russo non si fa altro che finanziare indirettamente la guerra di Putin all’Ucraina.

Se invece si chiude questo rubinetto, il presidente russo ha un bel problema: quello di reperire le risorse per comprare bombe e armamenti. Inoltre, le sanzioni economiche e finanziarie già imposte nei giorni scorsi fanno il resto. Rendono, cioè, molto difficile ai russi uscire dalla trappola economica. E rende quasi impossibile all’esercito di Mosca acquistare armi sul mercato internazionale.

L’unica via d’uscita per Putin & compagni è sperare nell’aiuto cinese. Pechino è il più grande acquirente di petrolio russo. Tuttavia, l’ambiguità politica della Cina in questa fase non dà grandi speranze alla Russia. Le autorità pechinesi tengono per ora i piedi in due scarpe: una russa e una occidentale. Sono troppi gli interessi commerciali della Cina in occidente perché il gigante asiatico faccia una scelta di campo ben definita,

Chi è sceso in piazza gridando no alla Nato o no alla consegna di armi all’Ucraina, avrebbe dovuto porsi piuttosto questo problema e urlare invece no al petrolio e gas russo. Perché questa è la vera questione morale. L’Europa si scalda e si muove pagando una risorsa energetica che va a finanziare la guerra russa in Ucraina.

Rispondi