Il gasdotto North Stream 2 divide Francia e Germania

Notiziario Estero- Il gasdotto North Stream 2 divide Francia e Germania poche settimane dopo la firma del Trattato di Acquisgrana.

La pipeline North Stream 2 divide Francia e Germania. La questione della dipendenza energetica dalla Russia ha rischiato di mettere in crisi l’alleanza tra Parigi e Berlino sancita a Acquisgrana lo scorso mese. La rinnovata alleanza franco-tedesca è traballata durante il Consiglio Europeo. Il presidente francese Emmanuel Macron aveva deciso di appoggiare la proposta Ue di regolarizzare il progetto North Stream 2, ideato per trasportare il gas direttamente dalla Russia alla Germania. Una proposta che a Berlino percepiscono come un tentativo di chiudere i rubinetti. La crisi però è durata poco e si è conclusa con un emendamento che ha permesso alla Germania di avere la leadership del negoziato con Mosca sul gasdotto. La negoziazione politica sul progetto North Stream 2 controllato dal gigante russo Gazprom è molto complessa. Oltre la metà dei Paesi membri dell’Ue guardano con sospetto alla pipeline che porta il gas ai tedeschi direttamente dalla Russia. In particolare, i più preoccupati sono gli Stati dell’Europa orientale che vedono in Gazprom un braccio della politica estera russa. Le tensioni sono emerse anche all’interno della Commissione Europea. A Bruxelles temono che il progetto possa aumentare di più la dipendenza energetica dalla Russia, considerando che un terzo del gas che scalda l’Europa arriva dal gigante euroasiatico. Anche dall’altra sponda dell’Atlantico ci sono le stesse preoccupazioni. Donald Trump ha detto più volte che l’Europa rischia di essere più dipendente dai giacimenti russi. Il Consorzio North Stream è di proprietà di Gazprom, che possiede il 51% delle azioni. Lo presiede però l’ex-cancelliere tedesco Gerhard Schroder e sono soci con quote di minoranza la tedesca Wintershall (filiale della Basf), l’olandese NV.Nederlandse Gasunie, la francese Engie.

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