Polonia e Bielorussia si sparano al confine

Cresce la tensione nell’est Europa. Guardie di frontiera della Polonia e della Bielorussia hanno uno scontro a fuoco lungo il confine.

La Polonia ha accusato le guardie di frontiera della Bielorussia di avere sparato contro quelle polacche al confine tra i due Paesi. Il governo di Minsk ha negato le accuse di Varsavia. Secondo la responsabile delle guardie di frontiera della Polonia, Anna Mikhalskaya, lo scorso 7 ottobre una pattuglia dei servizi bielorussi ha sparato colpi d’arma da fuoco verso i soldati dell’Esercito polacco, impegnati nelle operazioni di pattugliamento del confine” per normalizzare la crisi migratoria. La Bielorussia ha risposto che nessun membro delle guardie di frontiera bielorusse ha utilizzato armi da fuoco. In base ai dati delle autorità frontaliere polacche, a partire dal primo ottobre, il Paese ha registrato più di 3.000 attraversamenti illegali del confine da parte di migranti di origini Medio-Orientali che sarebbero passati attraverso il territorio della Bielorussia. Il governo di Minsk continua ad essere accusato di servirsi dell’arma migratoria per esercitare pressioni sull’Unione Europea. Nel mese di settembre, inoltre, le suddette autorità hanno segnalato un totale di 7.535 tentativi di attraversamento illegale, a fronte dei 120 tentativi registrati nell’arco del 2020.

La Polonia ha dichiarato lo stato di emergenza alla frontiera bielorussa con l’intento di bloccare il flusso irregolare di migranti. Varsavia vuole costruire il suo muro al confine con la Bielorussia. Il governo ha deciso di installare una recinzione al confine bielorusso per fermare quella che i paesi baltici definiscono la migrazione di ritorsione incoraggiata da Minsk a seguito delle sanzioni imposte dall’Ue alla Bielorussia.

Anche la Lituania ha approvato l’11 agosto scorso la realizzazione di una recinzione al confine con la Bielorussia con l’intento di bloccare il flusso dei migranti.

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