Russia e Gran Bretagna ai ferri corti sull'Ucraina

Tensione già alta per l’indagine russa sulla presenza di forze speciali britanniche in Ucraina. Per Londra gli ucraini possono usare armi britanniche per azioni in territorio russo.

La Russia ha accusato la Gran Bretagna di spingere gli ucraini a condurre azioni militari sul territorio russo.

Il ministero della difesa di Mosca ha minacciato rappresaglie nei confronti di Londra, mentre il ministro degli Esteri ha accusato la Nato di mettere in atto una guerra per procura. Seghej Lavrov, capo della diplomazia del Cremlino, ha anche aggiunto che le armi fornite dall’Occidente diventano un obiettivo militare per i russi.

La crescita della tensione arriva dopo le parole del ministro della difesa britannico, James Heappey, secondo il quale non c’è nessun problema se l’Ucraina utilizza le armi fornite dagli inglesi anche in territorio russo. Un’affermazione che per il Cremlino corrisponde quasi a una dichiarazione di guerra.

I Paesi occidentali hanno fornito a Kiev armamenti per centinaia di milioni di dollari. Solo gli Stati Uniti, per esempio, ci hanno già messo diversi miliardi. A Ramstein, in Germania, 40 paesi stanno discutendo su come aumentare la fornitura di armi all’Ucraina. Berlino, per la prima volta, ha deciso l’invio di carri armati e artiglieria pesante.

Intanto, Mosca cerca il pretesto per mostrare che gli ucraini stiano agendo sul suo territorio. Hanno accusato l’esercito di Kiev di avere attaccato un deposito petrolifero a Belogorod, in territorio russo. Lo stesso Lavrov ha detto che va prestata massima prudenza e non va sottovalutato il rischio di una terza guerra mondiale.

Intanto, Vladimir Putin ha fatto sapere al segretario generale Onu che senza Crimea e Donbass non ci sarà pace. Una dichiarazione dal sapore di minaccia e che, se accettata, ha il gusto retroamaro di quella politica dell’appeasement del premier britannico Neville Chamberlain di fronte a Adolf Hitler negli anni ’30 del XX secolo.

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