Ricordando Ronald Reagan

Il libro di Gennaro Sangiuliano sulla vita del presidente degli Stati Uniti ci fa conoscere aspetti inediti di Ronald Reagan.

Reagan, l’uomo che cambiò la politica americana. Autore: Gennaro Sangiuliano. Mondadori.

Valutazione: *****

Premetto che l’autore non è tra i miei preferiti. Tuttavia, “Reagan, l’uomo che cambiò la politica americana” è un grande libro. Sangiuliano ricostruisce la vita del presidente Usa in un viaggio narrativo accattivante tra strade d’America e ambienti politici, povertà estrema e Hollywood.

La vita per Reagan non è stata facile. Nato e cresciuto in un piccolo borgo dell’Illinois in una famiglia che vive in estrema povertà, comprende ben presto le difficoltà della vita. Il padre, origine irlandesi, vive alla giornata perdendo spesso il lavoro e dedicandosi all’alcol. La madre è una devota cristiana che frequenta gli ambienti pastorali. E’ lei che avvia Ronald e il fratello a comprendere l’importanza dello studio e della scuola.

In questo contesto sociale cresce il futuro presidente degli Stati Uniti. La sua caparbietà, volontà e abilità lo portano prima a Hollywood e successivamente alla Casa Bianca. Reagan personifica con la sua storia il mito dell’American Dream of life e quello del self-made man.

Non nacque repubblicano. In una prima fase simpatizza per il Partito Democratico, così come il padre e la famiglia. Ci vorrà del tempo per maturare la scelta repubblicana.

Reagan non ha mai mollato. Per frequentare le scuole di livello superiore ottiene borse di studio attraverso il suo impegno nello sport. Si dedica con sucesso grazie al suo fisico al nuoto. Farà per diversi anni il bagnino nelle piscine della zona per potersi permettere il proseguimento degli studi.

Dopo la laurea diventa giornalista sportivo. Il primo impiego è duro da trovare, ma alla fine riesce a avere successo al microfono radio nella cronaca delle partite di Football. La sua fama cresce fino all’opportunità di arrivare a Hollywood.

Nella mecca del cinema Reagan non ha molto successo. Fa l’attore di serie b in diversi film, pur lavorando con attori celebri dell’epoca. L’intelligenza lo porta a comprendere che quella strada è difficile. Per questo accetta l’incarico di presidente del sindacato attori quando gli viene offerto. Reagan condurrà in maniera abile le questioni sindacali, scoprendo la sua vena di politico e mediatore. Sono gli anni difficili in cui la mafia italiana prova a entrare nel mondo della produzione cinematografica.

Da qui cresce il suo impegno politico che lo porta prima a fare il governatore della California e, in seguito, a Washington come presidente degli Stati Uniti.

L’autore ci dà un quadro quasi sempre perfetto della sua politica. Poche le critiche e gli errori commessi. Si fa solo un accenno alla politica mediorientale. Troppo coinvolto nella storia, Sangiuliano ripete la critica a Jimmy Carter che fu predecessore di Reagan. Non ricorda mai che proprio con Carter ci fu la firma degli accordi di Camp David tra il presidente egiziano Sadat e il primo ministro israeliano Begin. Era un passo verso la normalizzazione di enorme portata.

Tolto questo aspetto, il libro fa una fotografia impeccabile della vita del presidente. Da leggere assolutamente.

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