I principi fondamentali del diritto internazionale

Alcuni principi del diritto internazionale sono fondamentali per garantire le relazioni tra gli Stati. Ecco quali sono.

Prima di tutto dobbiamo specificare cosa si intende per principi fondamentali del diritto internazionale.

In sintesi possiamo spiegarlo così: sono quelle regole del gioco, scritte o consuetudinarie, che gli Stati riconoscono come fondamentali e inviolabili. Questi principi si sono formati nel tempo e alcuni di loro fondano le loro radici nel diritto internazionale classico: quello che ha preso forma dopo la pace di Westfalia nel 1648 ed è durato fino alla prima guerra mondiale.

Antonio Cassese, un gigante dello studio del diritto internazionale contemporaneo, scriveva che per individuare i principi fondamentali del diritto internazionale occorre tenere conto di diversi elementi.

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Non c’è solo la Carta delle Nazioni Unite, cioè lo Statuto dell’Onu, che comunque ha contribuito a innovare con nuove norme la disciplina dei rapporti tra gli Stati.

Occorre anche tenere conto di altri fattori come, per esempio, i trattati internazionali, i comportamenti e le consuetudini degli Stati, le prassi diplomatiche.

Quindi, ci vuole un percorso lungo affinché un principio di diritto internazionale sia universalmente riconosciuto come “fondamentale” e rispettato dagli Stati in quanto considerato inviolabile.

Ma quali sono questi principi fondamentali del diritto internazionale contemporaneo?

Possiamo dire che i 6 seguenti costituiscono l’ossatura su cui si fonda l’impianto giuridico internazionale.

Uguaglianza sovrana degli Stati

E’ richiamata all’articolo 2.1 della Carta dell’Onu. Come è emerso nei carteggi dei lavoratori preparatori dello Statuto dell’Onu questo principio ne racchiude 4:
– gli Stati sono giuridicamente uguali;
– ogni Stato ha un diritto di sovranità;
– la personalità dello Stato, l’integrità territoriale e la sua indipendenza politica vanno rispettate;
– ogni Stato deve rispettare e adempiere i suoi doveri e obblighi internazionali

Autodeterminazione dei popoli

Il principio è richiamato nella Carta Onu all’articolo 1.2. Consiste nello “sviluppare relazioni amichevoli fondate sul rispetto del principio di eguaglianza dei diritti dei popoli e del loro diritto all’autodeterminazione”, Autodeterminazione è intesa come il diritto di un popolo a scegliere liberamente la forma di governo e organizzazione sul proprio territorio.
Questo principio ha aperto lo storico dibattito sul concetto di “popolo”.

Divieto di minaccia e uso della forza

E’ riportato all’articolo 2.4 della Carta dell’Onu. Questo divieto è riconosciuto come “assoluto” e “onnicomprensivo”, secondo la celebre dichiarazione del delegato degli Stati Uniti alla Conferenza di San Francisco del 1945 dove nacque lo Statuto dellìOnu.
Vediamo in dettaglio cosa significa divieto di minaccia e uso della forza.
La forza viene dunque vietata in ogni caso. Uniche eccezioni son quelle previste nei casi seguenti:
– dal Capitolo VII della stessa Carta Onu: le cosiddette misure di attuazione coercitiva collettiva.
– dall’articolo 51 della Carta Onu: legittima difesa. Ne ho parlato in questo articolo.
– dall’articolo 53 della Carta Onu: misure adottate da organizzazioni internazionali;

Cos’è la rappresaglia nel diritto internazionale

Ciò che si vieta è la forza militare. Il vero limite è che questo divieto riguarda solo le relazioni interstatuali. Non venne contemplata la forza nelle questioni interne. Ancora oggi il dibattito politico e giuridico è aperto. Soprattutto in ruferimento alla questione dei diritti umani.

Soluzione pacifica delle controversie

All’articolo 2.3 della Carta Onu si richiama l’obbligo di risolvere le controversie con mezzi pacifici. La soluzione deve essere raggiunta in maniera tale da non mettere in pericolo la pace e la sicurezza internazionale.

Non ingerenza negli affari interni degli Stati

E’ uno dei vecchi principi del diritto internazionale al quale ancora oggi gli Stati portano profondo rispetto. Significa che un governo deve astenersi dall’intromissione nelle questioni interne di un altro Stato.
Questo divieto riguarda:
– Dominio riservato: è fatto divieto agli Stati di esercitare pressioni sugli organi legislativi, esecutivi, giudiziari di altri Paesi o di interferire nelle relazioni tra le autorità di governo straniere e i loro cittadini;
– astensione dello Stato dall’incitare, organizzare o appoggiare ufficialmente sul territorio di un altro Stato attività sovversive e pregiudizievoli;
– in caso di insurrezione in uno Stato, gli altri devono astenersi dall’aiutare i ribelli o gli insorti;

Rispetto dei diritti umani

Possiamo dire che si è formato e consolidato oggi il principio che vieta le violazioni generalizzate e discriminatorie dei diritti umani. Gravi e massicce violazioni dei diritti dell’uomo (si pensi al genocidio e agli altri crimini contro l’umanità) non sono più tollerate dal diritto internazionale. Resta aperta la grande questione di come intervenire in caso di queste violazioni.

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