Il Ministro degli Esteri Luigi Di Maio visita l’Uzbekistan, il Tajikistan, il Pakistan e il Qatar. L’iniziativa diplomatica italiana va nella giusta direzione ed è simbolo di un attivismo della Farnesina volto a potenziare le relazioni con un’area a rischio di stabilità dopo la vicenda afgana.

Gli incontri avranno al centro la questione dei rifugiati in arrivo dall’Afghanistan e il lavoro di cooperazione per la stabilità regionale. I problemi non sono pochi perché non tutti gli Stati sono pronti a accogliere gli afgani in fuga dal califfato talebano. Per esempio il Pakistan che ha già comunicato di non potere più  accogliere i rifugiati dall’Afghanistan.

L’iniziativa di Di Maio si inserisce anche in una strategia di economia internazionale perché la stabilità regionale favorisce le imprese italiane presenti nell’area. Inoltre, non lascia tutto il campo d’azione economica alla Russia, nella cui orbita gravano Uzbekistan e Tajikistan. L’azione del ministro italiano va dunque valorizzata in ambito di geopolitica europea perché contribuisce a riequilibrare l’influenza dei 27 nel cortile euro-asiatico.

Un discorso a parte merita il Qatar. Di sicuro Di Maio porterà i ringaziamenti della Repubblica Italiana per
l’impegno delle autorità qatariote nel trasferimento dei cittadini italiani e afgani da Kabul all’Italia. Il capo della diplomazia italiana ha l’occasione per ribadire l’impegno comune nella lotta al terrorismo. Doha sta uscendo ora dall’isolamento in cui si trovava dopo la tensione diplomatica con gli altri Stati del Golfo. L’emiro del Qatar era accusato di finanziare il terrorismo, utilizzando anche il network Al Jazjira di sua proprietà. Ospitando a Doha prima i colloqui tra talebani e americani, poi quelli tra talebani e governo afgano, il Qatar ha lavorato per riacquistare la credibilità che l’isolamento regionaleaveva in parte ridotto. Un lavoro che passa anche attraverso lo sport perché i mondiali di calcio 2022 si svolgeranno in Qatar, così come i mondiali di atletica che si sono svolti qui nel 2019.

In questo contesto la missione diplomatica di Di Maio diventa ancora più strategica sia per le implicazioni diplomatiche e geopolitiche nel Golfo sia per promuovere e sostenere ancora di più le tante aziende italiane che lavorano e hanno scambi commerciali con il Paese.
La diplomazia italiana si costruisce una vision geopolitica sempre più consistente che può fare da apripista all’Europa.

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