Onu: prove di pace e di guerra nella sessione dell’Assemblea

A New York la sessione annuale dell’Assemblea Generale dell’Onu.


Una sessione piena di sorprese. L’assise annuale dell’Assemblea Generale dell’Onu che si tiene a settembre a New York si rivela una fabbrica di notizie rilevanti per la condotta politica dei prossimi mesi. Se dal Palazzo di Vetro arrivano segnali di un possibile dialogo tra Venezuela e Stati Uniti, le cose sembrano peggiorare sul fronte iraniano e su quello sino-americano. Prove generali di pace e di guerra dunque, che saranno da tenere presenti nei prossimi mesi. Quando vedremo le politiche messe in campo dai vari player.
Iran
Durissimo l’attacco a Teheran del premier israeliano Benjamin Netanyahu, intervenendo all’Assemblea Generale dell’Onu. Il capo del governo di Tel Aviv ha spiegato ai delegati che l’Iran non ha abbandonato l’idea di costruire un’arma atomica. Il regime iraniano, ha dichiarato Netanyahu, ha un secondo sito di stoccaggio e immagazzinamento di materiale nucleare. La scoperta è stata fatta dagli 007 israeliani ha aggiunto il Premier, mettendo in chiaro che Israele non permetterà all’Iran di avere un’arma atomica. Sull’Iran è andato all’attacco anche il presidente Usa, che ha accusato Teheran di sostenere il terrorismo. E chi cerca di aggirare le sanzioni all’Iran, ha spiegato, subirà conseguenze. Una dichiarazione che a molti è sembrata un attacco e un avvertimento all’Europa, e alla Francia in particolare.
Maduro
Il presidente del Venezuela, accusato da sei Paesi di crimini contro l’umanità, interviene all’Assemblea Generale dell’Onu. E apre all’America di Donald Trump, che lo aveva minacciato di inviare militari. Nicolas Maduro ha annunciato ai delegati di essere pronto a stringere le mani a Trump nonostante le differenze esistenti. Il presidente venezuelano appena arrivato a New York ha voluto incontrare il presidente iraniano Hassan Rohani e il Ministro degli esteri russo Serghei Lavrov.
Cina
Trump al Consiglio di Sicurezza ha accusato la Cina di volere interferire nelle elezioni Usa. Il presidente americano dà quindi l’impressione di proseguire la tensione con Pechino aprendo un altro fronte oltre a quello dei dazi commerciali. Qualche commentatore parla di una Guerra Fredda che si prospetta nelle future relazioni Stati Uniti-Cina.

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