Joe Biden rovescia la strategia di Donald Trump in Palestina. Il presidente degli Stati Uniti aveva annunciato, lo scorso 27 gennaio, il cambiamento della politica mediorientale della Casa Bianca. Detto e fatto. Il Presidente ha spiegato di destinare 235 milioni di dollari alla Palestina. In questo modo ripristina i fondi che Trump aveva cancellato. Le risorse americane saranno investite per programmi di sviluppo economico, di assistenza umanitaria, di sostegno al processo di pace e nella sicurezza.

In Giordania, l’Unione Europea fa sentire la sua presenza. La presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, ha visitato il Paese incontrando il re Abdullah II. La Presidente ha espresso la solidarietà e il sostegno Ue al re dopo il tentato Golpe dei giorni scorsi.

In Europa si guarda all’impegno di stabilità in Africa. Il ministro degli esteri italiano, Luigi Di Maio, va in Mali per potenziare la presenza militare italiana in quel Paese. Per il capo della diplomazia, il Sahel è strategico per bloccare le rotte dei migranti diretti in Europa. Nell’area, inoltre, si punta a impedire il rafforzamento dei jihadisti. Di Maio ha anche annunciato l’apertura di una sede diplomatica a Bamako. In Mozambico, intanto, il presidente Nyusi ha annunciato la cacciata definitiva dei jihadisti dalla città di Palma.

Sempre in Africa si litiga sulla diga della rinascita etiope. L’Etiopia ha respinto la posizione di Egitto e Sudan che chiedevano di concedere agli osservatori di Sudafrica, Stati Uniti e Unione Europea lo stesso ruolo assegnato ai mediatori dell’Unione africana (Ua). L’accusa è di seguire un approccio che minaccia il processo guidato dall’Ua sulla disputa relativa alla Grande diga della rinascita etiope. Addis Abeba è anche alle prese con gli scontri che hanno causato decine di morti nelle regioni orientali dell’Afar e dei Somali d’Etiopia.

Cresce invece la tensione nell’est asiatico. Sono almeno 15 gli aerei militari cinesi che sono entrati nella Zona di identificazione della difesa aerea di Taiwan. Negli ultimi mesi queste incursioni sono sempre più frequenti e fanno aumentare la crisi con Washington e Taipei.

La Cina ha sostenuto a Vienna la posizione iraniana durante i colloqui sull’accordo nucleare iraniano. L’ambasciatore cinese ha detto che gli Usa devono revocare tutte le sanzioni verso l’Iran perché quest’ultimo riprenda il pieno rispetto dell’accordo nucleare del 2015.

In Groenlandia il partito indipendentista si afferma nelle elezioni politiche e si avvia a formare il nuovo governo dell’isola. La Groenlandia ha un’autonomia rispetto alle politiche economiche e sociali, ma dipende dalla Danimarca per la politica monetaria, gli affari esteri e la difesa.

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