Nagorno Karabakh Putin dice che ci sono almeno 5000 morti

Vladimir Putin annuncia che la guerra in Nagorno-Karabach ha ucciso quasi 5000 persone. La tregua regge a fatica.

Il presidente russo Vladimir Putin sostiene che quasi 5.000 persone siano morte in poco più di tre settimane di guerra tra azeri e armeni attorno al Nagorno-Karabakh. Secondo il leader russo  il numero dei morti è di quasi 2.000 per parte. Il che significa, ha spiegato, che il totale dei deceduti si sta già avvicinando a 5.000.


La tregua regge a fatica

Le forze armate armene e azere sono impegnate in nuovi scontri. Baku ed Erevan si accusano a vicenda di aver violato il cessate il fuoco raggiunto a Mosca sabato scorso nel Nagorno-Karabakh tra Armenia e Azerbaigian. La tregua è stata raggiunta grazie alla mediazione della Russia. Il ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov ha anche annunciato che le due parti si sono impegnate a avviare colloqui per trovare una soluzione alla crisi politica e militare.

Negli ultimi mesi le due ex-Repubbliche sovietiche sono state coinvolte in incidenti militari che avevano alzato la tensione. Nella notte tra sabato 26 e domenica 27 settembre è cominciata un’escalation militare con botta e risposta da entrambe le parti. Gli eserciti di Baku e Erevan si accusano a vicenda di avere dato inizio a una nuova guerra e avere attaccato i civili.


L’inizio della crisi

Gli scontri in corso sono esplosi per l’irrisolta questione del Nagorno-Karabakh, regione autonoma sotto la sovranità dellAzerbaigian ma contesa da entrambi i Paesi. Nella regione è operativo un forte movimento separatista armeno che rivendica l’annessione del Nagorno Karabakh all’Armenia.

I ribelli separatisti filo-armeni, sostenuti e appoggiati dal governo di Erevan senza troppe velature, combattono contro l’esercito azero. Quest’ultimo ha lanciato una controffensiva, all’alba di domenica, in risposta a presunti attacchi condotti dai separatisti durante la notte. Secondo Baku, gli armeni hanno messo in atto provocazioni militari anche con pesanti bombardamenti. La risposta è avvenuta con carri armati, missili e artiglieria. I militari azeri hanno distrutto 12 sistemi anti-missili armeni. Un elicottero azero è stato abbattuto.

Sono 16 i militari dell’Azerbaigian uccisi in combattimento. Le vittime da entrambe la parti, inclusi i civili, causate dal conflitto sono però molto di più secondo gli azeri e i ribelli separatisti armeni.

La Russia, l’Unione Europea e la Nato hanno fatto a settembre appello per un cessate il fuoco a entrambe le parti. La Russia è un’alleata storica dell’Armenia. Mosca ha diverse basi militari sul territorio armeno. Arriva invece la posizione turca, che rischia di allargare la crisi. Il presidente Recep Tayyp Erdogan ha assicurato il pieno appoggio all’alleato azero. Un altro fronte che alimenta la crisi delle relazioni tra Russia e Turchia.

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