In Mali ancora un colpo di Stato

Due colpi di Stato in nove mesi. Tre in nove anni. E’ il Mali. La Francia sospende le operazioni militari congiunte con le forze armate del Paese.

Dopo il colpo di Stato del 25 maggio, il presidente della Transizione del Mali Bah N’Daw ed il primo ministro Moctar Ouane sono stati rilasciati dai militari golpisti che li hanno deposti con la forza e detenuti nella base militare di Kati. Intanto, il colonnello Assimi Goïta, capo della giunta militare che ha guidato i colpi di Stato avvenuti in Mali lo scorso agosto e in questa settimana, si è dichiarato presidente di transizione del Paese. L’Ecowas, l’Organizzazione degli Stati dell’Africa occidentale, ha deciso la sospensione del Paese ma non ha imposto sanzioni. La membership a pieno titolo tornerà quando i militari del Mali avranno stabilito un timing per un ritorno alla democrazia. Intanto, la Francia ha deciso di lanciare un segnale forte ai generali golpisti. Parigi ha sospeso le operazioni militari congiunte con le forze armate del Mali finché non sarà ripristinata la democrazia.

I militari hanno messo a segno un nuovo colpo di Stato in Mali mentre era in corso la formazione di un nuovo governo. Nella giornata del 25 maggio hanno arrestato il presidente della Transizione del Mali, Bah N’Daw, e il primo ministro ad interim Moctar Ouane. I due politici sono stati portati forzatamente dai golpisti nel quartier generale, che si trova nella base militare di Kati vicino a Bamako, la capitale dello Stato africano. E’ il secondo golpe nel giro di pochi mesi. Il terzo dal 2012. Nell’agosto del 2020 l’esercito rovesciò il governo del presidente Ibrahim Boubacar Keita.


Mali d’Africa


Il golpe avviene poche ore dopo la formazione di un nuovo governo nel Mali e a seguito delle dimissioni che il primo ministro Ouane ha presentato di recente. Le dimissioni sono state respinte e Ouane si è trovato a formare un nuovo esecutivo. I media e i siti locali spiegano che la causa del colpo di Stato sarebbe nell’esclusione di due militari dalla compagine governativa. Nel rimpasto di governo sono rimasti fuori due pezzi da novanta dell’esercito: i colonnelli Sadio Camara e Modibo Koné già ministri, rispettivamente, della difesa e della sicurezza del governo precedente. Al loro posto sono stati nominati altri due generali.

 

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