L’ordine geopolitico secondo il presidente messicano Obrador

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L'ordine geopolitico secondo il presidente messicano Obrador

Lopez Obrador chiede la sostituzione dell’Organizzazione degli Stati Americani con un altro organismo. Difende Cuba e sfida l’egemonia degli Stati Uniti.

Il presidente messicano Manuel Lopez Obrador ha lanciato l’idea di un nuovo ordine geopolitico nel continente americano.

Il capo di Stato del Messico ha proposto di sostituire l’Organizzazione degli Stati Americani (Osa) con un nuovo organismo che integri tutti i Paesi latinoamericani e caraibici e sia capace di risolvere i conflitti esistenti tra loro.

Obrador ha in mente il modello dell’Unione Europea. Lo ha detto lui stesso in occasione dei 238 anni della nascita di Simon Bolivar, eroe dell’indipendenza sudamericana. Ha chiarito però che il modello americano deve però adattarsi a quella che è la storia, la realtà e l’identità del continente.

Nel corso della celebrazione di Bolivar, Obrador ha ricostruito 200 anni di storia del continente, evidenziando le ingerenze e l’egemonia degli Stati Uniti.

Il presidente messicano ha in testa un progetto politico ben preciso. L’ordine geopolitico secondo Obrador è quello di creare un blocco di Paesi di sinistra che si contrapponga alle destre che governano in molti Stati americani.

Non a caso ha speso parole di elogio per Cuba, per i venezuelani Hugo Chavez e Nicolàs Maduro, per il peruviano Pedro Castillo. Obiettivo è spezzare l’Osa considerata strumento di Washington per inserirsi negli affari interni degli altri Stati e come mezzo di ricatto contro i Paesi non graditi.

La versione sudamericana dell’Ue darebbe vita, nei piani di Obrador, a un organismo più strutturato e organizzato con un maggiore potere contrattuale verso i colossi del Nord America, superando anche organizzazioni come il Mercosur, l’Usmca (che ha sostituito nel 2020 il Nafta) e l’Osa. Di fatto, un rovesciamento dell’ordine geopolitico che smonta tutto quanto costruito dagli Stati Uniti nell’ultimo mezzo secolo.

L’ordine geopolitico del presidente messicano Obrador è una sfida agli Stati Uniti di Joe Biden che ora dovranno rispondere con una strategia geopolitica alternativa e soprattutto innovativa.

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