Prende forma l'intesa strategica tra Israele e Emirati Arabi Uniti

Dopo gli accordi di Abramo, Israele e Emirati Arabi Uniti firmano un’intesa preliminare per il giacimento di Tamar al largo delle coste israeliane e libanesi.

Prende sempre più forma l’intesa strategica tra Israele e Emirati Arabi Uniti avviata con la firma degli accordi di Abramo tra i due Stati il 15 settembre 2020 a Washington.


Il testo dell’accordo storico tra Israele e Emirati Arabi Uniti


Le società energetiche Mubadala Petroleum (Emirati) e Delek Drilling (Israele) hanno sottoscritto un accordo preliminare per lo sfruttamento degli idrocarburi del giacimento di Tamar, al largo delle coste israeliane e libanesi. Il patto definitivo sarà firmato il 31 maggio secondo quanto riporta la stampa israeliana che cita come fonte la stessa Delek Drilling.

L’intesa prevede la possibilità per l’azienda emiratina di estrarre gas e petrolio dall’immenso giacimento di Tamar scoperto nel 2009. L’operazione economica è di circa 1 miliardo di dollari. Ma il valore più importante è soprattutto strategico. Perché l’intesa dà continuità alla cooperazione bilaterale tra Tel Aviv e Abu Dhabi siglata a Washington lo scorso settembre e rafforza i rapporti economici tra i due Paesi.

Inoltre, il governo degli Emirati Arabi Uniti ottiene il vantaggio di contenere la presenza di altri attori regionali in quell’area ambita per le risorse energetiche come è il Mediterraneo orientale.

Tra questi player c’è in particolare la Turchia. L’accordo economico limita soprattutto eventuali iniziative di società turche in cerca di giacimenti e rende più difficile la formazione di un asse arabo anti-israeliano.

Israele dunque porta a casa un vantaggio strategico importante sotto l’aspetto della sicurezza. A Tel Aviv comunque tengono la porta aperta anche alla Turchia in linea con la tradizionale politica estera ambivalente di muoversi su più fronti. Non è escluso che gli israeliani usino l’intesa con gli Emirati per raggiungere una distensione con i turchi, facendo leva sull’aspetto energetico-economico.

Un segnale c’è già. Il ministro degli esteri turco, Mevlut Cavusoglu, ha invitato il ministro per l’energia israeliano Yuval Steinitz a una conferenza sulla diplomazia innovativa prevista a giugno in Turchia. Se Steinitz accetta, sarà la prima visita di un ministro israeliano in Turchia dal 2018 quando i due Stati ebbero forti divergenze sul conflitto in Medio Oriente.

Rispondi