L’industria militare cinese fa passi da gigante

In crescita l'industria militare cinese

Pechino è il secondo produttore al mondo di armi dopo gli Stati Uniti e prima della Russia. La Cina fa passi da gigante nell’industria militare.

La Cina fa passi da gigante nella produzione di armamenti. Alla fine del XX secolo, Pechino aveva una produzione militare modesta paragonabile a quella di un Paese medio (come la Spagna) dell’Unione Europea. Vent’anni dopo, l’industria militare cinese eguaglia quella dei 27 Paesi membri dell’Ue tutti insieme. E si pone al secondo posto in produzione militare dopo gli Stati Uniti. Segue al terzo posto, ma molto distante, la Russia. Nel 2015, l’economia cinese era al terzo posto dopo la Russia. La strategia cinese di forniture militari dunque ha funzionato.

Questo progresso, sia tecnologico sia industriale, ha trasformato il gigante asiatico in un Paese che sfida l’egemonia occidentale, e la stessa Unione Europea, sui mercati di prodotti bellici.

Dove nasce questo successo di Pechino? Gli analisti concordano quasi tutti sul fatto che la Cina non si è limitata a avviare un programma di acquisto di armamenti e forniture militari. Il miracolo cinese è avvenuto perché il Paese ha saputo investire nell’industria bellica. Stop quindi a comprare e importare armi dall’estero, ma via libera a ogni tentativo di investimento per l’industria bellica. E questa politica paga. Perché la Cina ha imparato a produrre armi anziché limitasi solo a comprarle dall’estero. Si tratta di una visione e strategia tutta cinese della teoria del vantaggio comparato sviluppata dall’economista britannico David Ricardo.

L’Istituto Internazionale di Stoccolma per la ricerca sulla pace (Sipri) ha pubblicato un rapporto nel quale tenta per la prima volta di quantificare la produzione di armi in Cina. Secondo i ricercatori del Sipri, ci sono almeno 20 aziende produttrici di armi nel Paese asiatico che si collocano tra le prime al mondo. Il loro fatturato complessivo è pari a 49 miliardi di dollari l’anno. Alcuni analisti ritengono che il ritorno economico dal commercio degli armamenti possa essere molto di più.

Tra queste imprese, la più celebre è la Aviation Industry Corporation di Cina. L’azienda ha 460.000 dipendenti e realizza aerei e navi. La società produce aerei militari in numero superiore a quello dell’europea Airbus. Le vendite dei prodotti Aviation Industry Corporation sono cresciuti tra il 2015 e il 2017 del 34%.

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