Libia: il no dell’Onu all’intervento militare. Algeria e Tunisia contro i terroristi. E la Russia pensa a una coalizione internazionale. Obama accusa Isis di genocidio

Un security council

Il presidente americano Barack Obama ha aperto il vertice sulla sicurezza di Washington invocando l’unità “per combattere la piaga del terrore”. Davanti ai rappresentanti di 60 Paesi, ha accusato i terroristi dell’Isis di “genocidio” e di attuare una “violenza inspiegabile che sciocca il mondo”. Quasi nello stesso momento era in corso a New York il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite sulla Libia. L’Onu ha deciso di dire no alle richieste di un intervento militare fatte dall’Egitto e dal governo libico di Tobruk, riconosciuto dalla comunità internazionale. Ad appoggiare un coinvolgimento militare anche la Giordania, che ha fatto circolare tra i banchi dell’Onu la bozza di discussione sulla Libia proposta dall’Egitto. Tra i suoi contenuti c’è il via libera alla vendita delle armi al governo di Tobruk, il ritiro da Tripoli delle milizie del governo non riconosciuto contrapposto a quello di Tobruk, lo stop al flusso di armi ad entità non statali. Sulla possibilità di intervento militare, Mosca ha comunicato di essere pronta a partecipare a una coalizione internazionale contro lo Stato Islamico e ha garantito un blocco navale per impedire il trasporto di armi ai terroristi. L’Italia si è offerta di assumere un ruolo centrale nella stabilizzazione della Libia purché sotto la guida delle Nazioni Unite.

Intanto proprio le Brigate di Misurata, milizie che sostengono il governo “parallelo” di Tripoli, hanno annunciato che la loro unità chiamata “Brigata 166” ha liberato la città libica di Sirte dai terroristi dell’Isis. La notizia non ha ancora trovato conferma. Sale invece la tensione tra i Paesi arabi. Il Qatar ha ritirato il proprio ambasciatore al Cairo dopo i bombardamenti egiziani sulla Libia. Allo stesso tempo l’Algeria ha mobilitato i suoi tiratori scelti lungo il confine con Tunisia e Libia a seguito dell’uccisione di quattro agenti della gendarmeria tunisina da parte di miliziani islamici. Tunisia e Algeria, uniti da una politica di sicurezza e difesa comune, hanno deciso di formare pattuglie miste lungo la frontiera.

libia map

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