In Georgia arrestato l'ex-presidente Saakshvili

La Georgia ha arrestato l’ex-presidente Mikheil Saakashvili al suo rientro dall’esilio. Saakashvili, filo-occidentale, ha guidato il Paese dal 2004 al 2013. E’ stato condannato in contumacia con l’accusa di corruzione, che l’ex-capo di Stato continua a negare.

Il 1 ottobre ha postato un video su Facebook nel quale ha annunciato il suo rientro in Georgia in occasione delle elezioni amministrative del 2 ottobre. Qualche ora dopo la pubblicazione del post, il presidente della Georgia,  Irakli Gharibashvili, ha reso noto che Saakashvili è stato arrestato. “Il terzo presidente della Georgia – ha spiegato- il ricercato Saakashvili, è stato arrestato e portato in carcere”. Per il presidente georgiano, Saakashvili è tornato per creare confusione in occasione delle elezioni e tentare un colpo di Stato.

Il quotidiano russo Izvestia ha spiegato che l’ex-presidente ha iniziato uno sciopero della fame e si è autodichiarato prigioniero politico.

Leader dell’opposizione

Nonostante sia stato all’estero per otto anni, Saakashvili è ritenuto ancora il leader prinzipale dell’opposizione georgiana. Ha rivolto un invito ai suoi supporter affinché scendano in piazza a Tbilisi, la capitale georgiana, per protestare contro il suo arresto. Ha anche esortato gli elettori a votare il Movimento di Unità Nazionale, il principale partito di opposizione da lui fondato e sfidante del partito di governo Georgian Dream, nelle elezioni amministrative.

Da quando ha lasciato la Georgia, l’ex-presidente ha vissuto principalmente in Ucraina. Nel 2015 ha rinunziato alla cittadinanza georgiana dopo essere stato nominato governatore della regione di Odessa in Ucraina. Nel 2018 il Tribunale della Georgia lo ha accusato di abuso d’ufficio, condannandolo a sei di anni di carcere. Accusa che Saakashvili ha sempre definito “di motivazione politica”.

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