L'errore di Biden su Capitol Hill

Il neo-presidente Joe Biden attacca Donald Trump sull’assalto a Capitol Hill. E rischia di gettare altra benzina sul fuoco.

Joe Biden è intervenuto di nuovo sull’assalto a Capitol Hill con un messaggio che rischia di gettare altra benzina sul fuoco. In un discorso televisivo ha incolpato Donald Trump di avere fomentato i manifestanti facinorosi che ieri hanno fatto irruzione dentro la sede del Parlamento americano. Il neo-presidente, che proprio ieri ha avuto la proclamazione e il 20 gennaio si insedia ufficialmente alla Casa Bianca, ha perso un’ottima occasione per stare zitto. Che Trump abbia alimentato in questi mesi le frange più estremiste dei suoi fan battendo il chiodo delle elezioni falsate è cosa nota. La stampa Usa e il mondo politico americano lo hanno ripetuto ad ogni occasione. La stessa cosa hanno fatto ieri notte. Trump era già dunque sotto attacco. Tanto che alcuni membri del suo staff si sono dimessi. A dare una prova dell’accusa che Biden ha rivolto a Trump ci ha pensato lo stesso Trump. Il presidente uscente ha invitato la scorsa notte i manifestanti a tornare a casa, con un discorso di pace e amore. Poi però ha ripreso il suo cavallo di battaglia, dicendo che continuerà la lotta per assicurare che contino solo i voti legali. Trump dunque ha continuato a gettare benzina su fuoco e farsi male da solo. Perché le reazioni internazionali sono state tutte di condanna. Anche il suo alleato Boris Johnson ha dichiarato di prendere le distanze dall’assalto di Capitol Hill. L’intervento di Biden rischia invece di attizzare di nuovo gli animi e scatenare nuove reazioni da parte dei più facinorosi. Soprattutto dopo che ci sono stati 4 morti. L’esercito di Trump, come definisce oggi El Paìs i manifestanti di Capitol Hill, può rinvigorirsi e sentirsi più forte e unito verso l’ormai ex-presidente. Inoltre, c’è il rischio di spostare parte dei repubblicani moderati ad apprezzare quel mondo estremista, In sostanza, il nuovo Capo dello Stato Usa deve lavorare per evitare che prevalga nel fronte repubblicano la linea estremista. E lasciare a Trump le ultime facinorose dichiarazioni.

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