Le elezioni in Honduras dividono Stati Uniti e Cina

In Honduras si vota per eleggere il presidente e rinnovare il Parlamento. Le elezioni aprono però un nuovo fronte di scontro tra Stati Uniti e Cina.

Il 28 novembre l’Honduras sceglie il presidente della Repubblica e i 128 deputati del Parlamento. Si vota anche per eleggere 298 sindaci e consigli comunali. L’ultimo sondaggio, che risale a ottobre prima del silenzio elettorale, dà in vantaggio la candidata Xiomara Castro, leader del partito progressista Libre (Libertad y Refundaciòn) e all’opposizione. E’ davanti al suo principale avversario Nasry Asfura, sindaco della capitale Tegucigalpa e leader dei conservatori del Partito Nazionale dell’Honduras (Pnh). Sono in tutto 12 i candidati alla presidenza e 14 i partiti politici in corsa.

Le elezioni in Honduras possono avere ripercussioni di rilievo internazionale. In particolare, possono aprire un nuovo fronte di scontro tra Stati Uniti e Cina.

L’attuale presidente uscente, Juan Orlando Hernandez, del Pnh ha sostenuto la linea politica di mantenere relazioni diplomatiche con Taipei. L’Honduras è uno dei 15 Stati che hanno riconosciuto l’isola di Taiwan e hanno allacciato relazioni statali.

Al contrario, la candidata Xiomara Castro ha più volte fatto intendere la possibilità di riconoscere Pechino. Una posizione opposta rispetto a quella ufficiale, ma mitigata da un collaboratore della Castro che ha spiegato che non è stata presa alcuna decisione.

Nel dibattito “cinese” in Honduras sono intervenuti gli Stati Uniti. Washington ha espresso la sua opposizione a una virata verso Pechino e al disconoscimento del governo di Taipei. Brian Nichols è assistente del segretario di Stato Usa per l’emisfero occidentale. Ha spiegato che le relazioni tra Honduras e Taiwan “sono molto importanti” e agli americani “piacerebbe vederla continuare”.

Come ha reagito la Cina? La risposta è arrivata quasi subito. Il portavoce del ministero degli esteri cinese ha accusato gli Usa di ingerenza negli affari interni dell’America Latina.

Il governo di Taipei ha ribadito che le relazioni del suo Paese con Tegucigalpa sono solide e che rispetterà, pur consapevole dell’influenza di Pechino, il risultato elettorale qualunque esso sia.

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