L’intervista al Corriere della Sera del premier italiano Matteo Renzi conferma l’inesistenza di una politica estera italiana su Siria, Libia, Stato Islamico. Ciò che manca è proprio la strategia.

Il Capo del Governo italiano spiega che non si può reagire a spot senza strategia. Quindi, dal Premier è un no a eventuali interventi militari. “Non inseguiamo i bombardamenti altrui”, ha detto al Corsera. Il nodo per Renzi è non fare la fine della Libia 2011. Ci fu un intervento militare (Italia compresa) senza progetti che aprì la strada a una guerra civile lunga quattro anni. E la Siria per il premier italiano rischia di fare la stessa fine.

A parte il fatto che non è possibile fare un paragone tra i due Paesi perché le circostanze sono molto diverse, Renzi svicola il vero problema italiano. L’assenza di una politica estera concreta e definita verso il Mediterraneo e le crisi che lo solcano.

Il Presidente Renzi non fa alcun riferimento alla strategia italiana in Libia e Siria. Neppure si sa se esistono proposte italiane da portare sui tavoli di Roma per la Libia e di New York e Vienna per la Siria.

L’attendismo italiano diplomatico e militare sembra l’unico fattore che guida la politica estera italiana in questa delicata fase. Sul piano militare vadano pure avanti gli altri. Su quello diplomatico non si sa chi appoggiamo. Sulla Libia, l’Italia sembra accodata all’ultima proposta Onu del nuovo inviato speciale Martin Kobler fondata sul principio dell’accordo a tutti i costi con chi ci sta: Parlamento di Tobruk, parlamentari dissidenti di Tripoli, altre formazioni della galassia libica. Quale strategia italiana ci sia dietro a questa visione non si sa. Soprattutto va detto che l’Italia non se l’è filata nessuno nel negoziato libico condotto prima da Bernardino Leon e poi da Kobler. Stesso discorso sulla Siria. Cosa pensa il governo italiano della transizione politica post-bellica (se mai succederà) in Siria? Quale proposte ha sulla vicenda di Assad? E sulla Russia? Anche in questo caso, a New York (dove riprenderanno i negoziati) l’Italia non ha alcun ruolo. In queste condizioni è bene non avventurarsi in nessuna azione militare e neppure diplomatica. In questo caso sì che Renzi ha ragione.

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