Armenia e Azerbaijan nuova crisi di confine

Di nuovo alta tensione tra Armenia e Azerbaijan dopo il conflitto del settembre 2020. Il primi ministro armeno, Nikol Pashinyanha accusato l’esercito azero di avere violato i suoi confini. L’incidente risale a domenica 14 novembre quando truppe azere hanno lanciato un’offensiva sul confine orientale dell’Armenia. Lo scontro militare è l’ultimo atto di una crisi che è ripresa a settembre. Lo scorso 8 novembre almeno tre civili armeni sono rimasti feriti e uno è morto a causa di sparatoria avviata dalle Forze Armate azere nell’area della città di Shusha, situata nel Nagorno-Karabakh.

Dal 27 settembre 2020, l’Armenia e L’Azerbaigian hanno combattuto un duro conflitto, durato 44 giorni. Dopo due mesi di intensi scontri, le parti hanno concordato, il 9 novembre 2020, un trattato di pace, che è stato mediato dalla Russia. Sulla base dell’accordo, l’Armenia ha ceduto il controllo sull’area del Nagorno-Karabakh e su tutti i sette distretti limitrofi all’Azerbaigian, i quali, dagli anni ‘90, erano stati occupati dalle forze armene.

Nello specifico, Baku e Erevan si contendono il Nagorno-Karabakh dal febbraio 1988, quando la regione, a maggioranza armena, ha annunciato la sua secessione dalla Repubblica socialista sovietica dell’Azerbaigian. Durante il conflitto armato del 1991-94, l’Azerbaigian ha perso il controllo del Nagorno-Karabakh e di sette regioni adiacenti. Dal 1992 sono in corso negoziati per una soluzione pacifica del conflitto nel quadro del Gruppo Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa (OSCE) di Minsk, guidato da tre copresidenti, Russia, Stati Uniti e Francia.

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