La talpa che accusa di frode General Electric

Accusa di conti truccati per il gruppo americano. La talpa rivela 40 miliardi di dollari di frode da General Electric. Che ribatte: “falso!”

La talpa che accusa di frode General Electric è nota al mondo della finanza. Il suo nome è Harry Markopolos e aveva già denunciato inascoltato la truffa di Bernard Madoff, poi arrestato e condannato negli Stati Uniti. Ora rende noto un rapporto di 175 pagine, sviluppato da un team di specialisti, su uno dei più potenti gruppi americani. A Markopolos e ai suoi uomini ci sono voluti sette mesi di lavoro e di indagini. Il documento prova che General Electric nasconde 38 miliardi di perdite nei suoi bilanci. Ciò è possibile, scrivono i tecnici, grazie a artifizi contabili. Che si spingono a definire la frode fiscale di Ge maggiore di quella di Enron, lo scandalo finanziario più famoso della storia americana. Secondo Markopolos, Ge dovrebbe aumentare le sue riserve di denaro di 18,5 miliardi di dollari altrimenti rischia la bancarotta. Dura la reazione della società americana, che accusa Markopolos di tentare una manipolazione del mercato. In sostanza di creare volatilità nei titoli per stimolare chi è intenzionato a vendere le proprie quote di partecipazioni o obbligazioni. Per i vertici di Ge il rapporto contiene dichiarazioni false che potevano essere evitate se avessero contattato prima Ge per un confronto. Markopolos, un whistleblower di professione, non è una figura ben voluta nella comunità finanziaria newyorchese. I problemi che ha evidenziato per Ge sono i seguenti: ci sono 28 miliardi di dollari di perdite nel ramo aziendale che si occupa di tutela sanitaria e welfare aziendale; problemi della divisione aziendale di petrolio e gas, da cui dipende la ex-Pignone di Firenze.

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