La svolta africana degli Stati Uniti

La politica estera Usa cambia rotta. La svolta africana degli Stati Uniti punta al contenimento della Cina. Il segretario di Stato Blinken in tour in Africa.

Gli Stati Uniti danno una svolta africana alla loro politica estera e di contenimento della Cina. Il nuovo containment made in Usa sostituisce Pechino a Mosca, ha Anthony Blinken al posto di John Kennan, gioca la partita antagonista in Africa. E i leader del grande continente nero accolgono volentieri il ritorno dell’America dopo la pausa di riflessione degli anni di Donald Trump.

Blinken in Africa

Blinken, segretario di Stato del presidente Joe Biden, ha intrapreso un viaggio in Africa, visitando Nigeria, Kenya e Senegal. L’obiettivo della visita di una settimana del capo della diplomazia Usa è quello di rilanciare e riaffermare la presenza degli Stati Uniti, presenza che negli ultimi anni è stata debole sgombrando il campo a diverse potenze. Tra queste, in particolare la Cina, ma anche Russia e Turchia.

Blinken porta in Africa il messaggio di un rinnovato impegno degli Stati Uniti nel continente. Washington promette di giocare di nuovo un ruolo di primo piano nel mantenimento della pace, nella stabilità regionale, nella promozione della democrazia. L’America, insomma, vuole tornare e riavere influenza in Africa.

Un vertice Usa-Africa

A Abuja, capitale della Nigeria, Blinken ha portato il messaggio di Biden e ha spiegato le linee programmatiche della svolta africana degli Stati Uniti. Il segretario di Stato ha annunciato che il presidente Biden intende organizzare e ospitare un vertice Usa-Africa per rafforzare la cooperazione. Nella sede della Comunità economica degli Stati dell’Africa occidentale, il capo del Dipartimento di Stato ha ricordato che gli Stati Uniti hanno fornito 50 milioni di dosi di vaccino all’Africa. Inoltre, ha continuato Blinken, Washington ha stanziato quasi 2 miliardi di dollari per l’assistenza legata al Covid-19 e la sospensione del debito per 32 Paesi africani.

Infine, Blinken ha messo in evidenzia i rischi di governance sul continente. La scarsa trasparenza, la corruzione, le competizioni elettorali che diventano spesso occasioni di violenza, la mancanza di democrazia. I riferimenti del segretario di Stato sono in maniera implicita ai colpi di Stato in Mali, Sudan, Ciad e Guinea, alla grave instabilità in Somalia, e all’impegno americano per la soluzione di alcune crisi come in Etiopia e Sudan.

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