Con la 150 abitanti l’isola di Rathlin punta a essere carbon free entro il 2030.

L’allarme lanciato dall’Onu questa settimana (leggi qui l’articolo) è stato preso in grande considerazione dai 150 abitanti dell’isola di Rathlin.

Siamo a circa 10 km al largo dell’Irlanda del Nord, un’isola di poche anime con una superficie di 14 km che si ripopola nella stagione turistica con gli appassionati di birdwatching ( ci sono circa 10.000 specie di uccelli marini), Rathlin punta a diventare la prima isola totalmente carbon free.

I 150 abitanti rimasti, in tempi passati erano stati anche 1000, vogliono provare a produrre tutta l’energia che gli serve solo da fonti rinnovabili: sole e onde. E raggiungere l’obiettivo dell’autarchia energetica e a zero emissioni entro il 2030.

È il contributo di questo isolotto britannico alla grande lotta per il cambiamento climatico e per la salute del pianeta.

Sull’isola, spiega Michael Cecil presidente dell’associazione per lo sviluppo di Rathlin, si può produrre idrogeno con cui alimentare i traghetti a idrogeno.

Un salto di qualità e di rivoluzione green non da poco per i trasporti che collegano l’isola con la terra ferma. I due ferry boat che vanno e vengono dall’isola sono alimentati a Diesel e causano inquinamento atmosferico e sono fonte delle principali emissioni di biossido di carbonio.

Rathlin è stata collegata alla rete elettrica dell’Irlanda del Nord soltanto nel 2007. Prima l’alimentazione energetica arrivava da turbine a vento e da vecchi generatori a gasolio.

Il progetto green degli abitanti tocca anche la mobilità interna. L’obiettivo è la circolazione solo di veicoli elettrici come auto elettriche e e-bike. Elettrici anche i mezzi pubblici.

Per raggiungere le zero-emission si punta su turbine a vento, pannelli solari e tecnologie a idrogeno.

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