Russia accusa Ucraina di preparare un attentato

Le autorità russe hanno accusato il 2 dicembre l’Ucraina di voler compiere un attacco al proprio territorio in un momento di grande tensione al confine tra i due Paesi. Il Servizio di sicurezza federale russo (FSB) ha annunciato l’arresto di tre sospetti agenti ucraini e ha diffuso un video in cui gli arrestati dichiarano la loro intenzione di piazzare bombe e fotografare obiettivi chiave all’interno della Russia. L’intelligence ucraina, però, lo smentisce. “Queste dichiarazioni dovrebbero essere viste esclusivamente attraverso il prisma di una guerra ibrida in cui la propaganda e la diffusione di falsi giocano un ruolo di primo piano”, ha sottolineato all’agenzia di stampa Unian il portavoce del Servizio di sicurezza dell’Ucraina (SBU).

Kiev e Mosca si stanno accusando a vicenda di preparare un’imminente operazione militare ai loro confini, e le dichiarazioni del 2 dicembre dell’intelligence russa hanno aggiunto ancora più benzina al fuoco. “Sono stati ricevuti materiali che confermano le aspirazioni terroristiche dell’intelligence militare ucraina sul territorio del nostro paese”, afferma l’FSB nella sua dichiarazione.

Le informazioni fornite dal Servizio di sicurezza russo sono molto dettagliate per alcuni aspetti e opache per altri. Non ci sono informazioni su quando o dove sono stati detenuti, o dove avrebbero fatto esplodere gli esplosivi che secondo l’FSB avevano già preparato: due ordigni fatti in casa che ammontavano a più di un chilo e mezzo di trinitrotoluene (TNT). Gli arresti sono divisi in due casi distinti: un padre e un figlio che avrebbero dovuto fotografare luoghi strategici, e un altro cittadino ucraino che secondo l’intelligence russa era incaricato di far esplodere le due bombe. Quando raccontano la loro storia davanti alla telecamera, non distolgono lo sguardo dal soggetto né si innervosiscono per quella che sembra una confessione letta.

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