Perché c’è la responsabilità di Bolsonaro nell’attacco in Brasile

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Mesi di accuse di brogli hanno influenzato i facinorosi che hanno assaltato le sedi istituzionali brasiliane. Perché c’è la responsabilità di Bolsonaro.

Il Brasile riporta indietro le lancette della storia. L’assalto alle sedi istituzionali rievoca le immagini dei golpe latinoamericani degli anni ’70 del secolo scorso. C’era ancora la Guerra Fredda, c’erano Nixon e Ford, e il mondo viveva lo spauracchio della guerra atomica. L’attacco alle istituzioni brasiliane di questi giorni è un’altra cosa. Assomiglia più a una banda di ultràs da stadio, ben organizzati e finanziati, convinta di avere assistito allo scippo del trofeo della loro squadra di calcio. Solo che in questo caso il trofeo è la carica di presidente dello Stato. Non sappiamo quanto sia la responsabilità dell’ex-presidente Jair Bolsonaro che attualmente è ricoverato in una clinica a Miami per gravi problemi addominali. Sappiamo però che in questi mesi post-elettorali (si è votato a fine ottobre), Bolsonaro non ha fatto altro che accusare brogli elettorali, ha detto di non riconoscere la vittoria di Luis Ignacio Lula da Silva, l’avversario politico che ha giurato come presidente a inizio anno. L’ex-presidente ha comunque una responsabilità indiretta. Quando si ricoprono ruoli politici di alto livello, e Bolsonaro è il leader dell’opposizione all’attuale governo, vanno rispettate le istituzioni democratiche e le sue regole. Il Brasile è un grande Paese con una democrazia in età di maturità (la Costituzione è del 1988). Mettere in discussione le elezioni senza fornire prove evidenti è un fatto grave tanto quanto quello dei facinorosi che hanno assaltato la sede del Congresso, del Parlamento e della Corte Suprema. Un politico come l’ex-presidente, che ha sfiorato di poco la rielezione, è simile a un influencer dei social che può, in questo caso specifico, infiammare gli animi. Una situazione simile a quella dello scorso anno quando i sostenitori di Donald Trump diedero l’assalto a Capitol Hill. Anche in quel caso, l’ex-presidente aveva mantenuto un atteggiamento irresponsabile. Bolsonaro ha davanti a sé un grande esempio di rispetto delle istituzioni democratiche. Si chiama Lula, fa il presidente, ma è stato in carcere con una grave accusa di corruzione. Ha sempre respinto l’imputazione ma si è difeso nel rispetto delle istituzioni. Si è difeso nelle aule dei tribunali e non nelle piazze, mandando facinorosi a assaltare i palazzi istituzionali. Un celebre proverbio recita che la parola ferisce più della spada. Probabilmente Bolsonaro lo ha messo in pratica inconsapevolmente. Lanci segnali di unità nazionale e rispetto istituzionale per rimarginare le ferite.

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