La politica Usa del contenimento della Russia oggi

Può ancora funzionare oggi la politica Usa del contenimento della Russia? 

 

la politica usa del containment verso la russia oggi
Il presidente Usa Barack Obama e quello russo Vladimir Putin

La politica del “containment”. Il termine era quasi scomparso sotto le macerie del muro di Berlino, simbolo della Guerra Fredda e della Cortina di Ferro. In realtà, la vecchia teoria di George Kennan, brillante diplomatico americano inventore del contenimento, non ha mai smesso di essere punto di riferimento della politica estera americana.

Mister X e Foreign Affairs

Nel 1947, la rivista americana Foreign Affairs pubblicò un lungo articolo firmato X. L’autore proponeva una strategia per contenere l’espansionismo della Russia. Il signor X scriveva che era inutile attaccare la Russia. Era sufficiente aspettare. Perché il sistema sovietico sarebbe collassato da solo. Gli Usa quindi dovevano limitarsi a contenere e impedire le ambizioni sovietiche di espansionismo.

Si scoprì poi che il signor X era George Kennan, all’epoca in missione presso l’ambasciata degli Stati Uniti a Mosca. Il suo “containment” dettò la linea della politica estera verso la Russia per decenni.

La politica del contenimento oggi

La politica estera americana non ha mai abbandonato il containment di Kennan. La costruzione dei nuovi muri realizzati nel Baltico contro i russi è un esempio. In America, molti osservatori vedono analogie tra contenimento di ieri e di oggi all’espansionismo della Russia.

Su Foreign Affairs del novembre 2014, il professor Alexander Motyl, della Rutgers University di Newark, ha scritto che l’Occidente deve “sviluppare una politica forte e di lungo periodo per frenare l’espansionismo russo”. Per il professor Motyl questo si chiama “containment”. James Goldgeier, docente all’American University, ha scritto sulla rivista Slate che “occorre una politica moderna di containment per respingere l’aggressione russa”.

Ai due professori americani ha in parte risposto la Nato con i fatti. Il summit fu quello euro-atlantico del 2014, in Galles. I Paesi membri decisero di aiutare i contingenti militari dei Paesi Baltici, della Polonia e Romania. L’aiuto della Nato consisteva nella creazione di una forza di risposta rapida che intervenisse nel giro di due giorni.

Un’altra risposta è arrivata da Washington. Il segretario della difesa, Ashton Carter, dichiarò che avrebbe fatto “tutti i passi necessari per dissuadere la Russia dal mettere in campo azioni di aggressione o coercitive”.


“Il fronte del contenimento, oggi, è collocato tra gli Stati situati lungo il potenziale percorso dell’espansionismo russo. L’Ucraina divisa di oggi occupa lo stesso ruolo della Germania divisa di ieri”


Serve ancora la politica del contenimento?

La Nato e il segretario Carter hanno seguito la strada del containment classico. Quello che sarebbe piaciuto a George Kennan. Il 1947 però è lontano. La Russia di oggi non è l’Unione Sovietica di ieri. La Russia oggi è profondamente integrata nell’economia mondiale. Inoltre non è più una potenza ideologica. Mosca non cerca più l’egemonia globale solo con l’espansione militare.

Il Cremlino cerca oggi di aumentare la sua influenza sfruttando ogni strumento, incluso l’esportazione della corruzione internazionale. In un rapporto del 2012 della Chatham House, si scrive che Vladimir Putin ha usato “i flussi di corruzione internazionale che attraversano la Russia e i Paesi dell’ex-orbita sovietica per estendere la sua influenza oltre i confini russi”. Per questo fine, Mosca ha usato tutti i mezzi a disposizione: società di estrazione e petrolifere, accordi energetici, siti web, riciclaggio di denaro sul mercato immobiliare londinese, finanziamento dei movimenti estremisti in Europa.

Qualunque contenimento efficace della Russia, deve mettere in campo una controffensiva per impedirle di sfruttare e approfittare del dinamismo delle economie occidentali. L’applicazione delle sanzioni economiche alla Russia va in questa direzione. Perché impedisce l’accesso russo al credito delle banche occidentali.

Il professor Motyl: “Il fronte del contenimento, oggi, è collocato tra gli Stati situati lungo il potenziale percorso dell’espansionismo russo. L’Ucraina divisa di oggi occupa lo stesso ruolo della Germania divisa di ieri”. L’Ucraina quindi dovrebbe avere oggi la stessa assistenza militare, finanziaria e politica della Germania occidentale di ieri. La politica Usa del contenimento verso la Russia è oggi più economica che militare. E abbandonare i vecchi schemi da Guerra Fredda.

Per approfondire: The Atlantic

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