La Palestina vince la battaglia per la legittimazione

Palestinians to seek membership of 15 UN agencies

A dare uno sguardo all’infinita querelle israelo-palestinese mi sento di scrivere che il 2014 si chiude in positivo per l’Associazione Nazionale Palestinese di Abu Mazen. Il leader palestinese ha portato a casa una serie di autorevoli e importanti manifestazioni di volontà a riconoscere lo stato palestinese. L’ultima, in ordine di tempo, è arrivata dal Portogallo. Prima ancora era stata la Svezia, seguita poi da Spagna, dal parlamento francese e inglese e infine dall’emiciclo europeo di Bruxelles, a lanciare segnali di “riconoscimento” dello stato di Palestina.

Qualcosa sta cambiando e succedendo sullo scacchiere mediorientale. Abu Mazen rafforza grazie ai segnali internazionali la propria “posizione contrattuale” nei confronti di Tel Aviv. Non solo. L’Anp potrebbe anche essere il vero vincitore, sul lungo periodo, della lunga contrapposizione politica e militare con Israele. Se gli israeliani possono mostrare la potenza dei loro muscoli militari ed essere superiori in tante battaglie, come hanno fatto più volte nel corso del 2014, l’Autorità Nazionale Palestinese potrebbe vincere la guerra conquistando quello che è il punto più importante per uno stato in via di formazione: “il diritto alla legittimazione”.

Non si tratta, nel corso della storia, di nulla di nuovo. E’ sufficiente pensare alle battaglie dell’anticolonialismo negli anni ’50 e ’60 quando in diverse occasioni la parte militarmente più debole ha raggiunto i propri obiettivi politici. Gli Stati Uniti hanno imparato questa lezione in Vietnam. Ora dovrebbe tenerla presente anche Israele che affronta una profonda crisi politica interna.

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