La Nato celebra i 70 anni tra dissidi interni e minaccia russa

Il segretario della Nato interviene al Congresso degli Stati Uniti. Russia e Trump al centro del suo discorso.

La Nato celebra 70 anni e tira le somme sui dissidi con l’alleato americano e la minaccia che viene da est. Il segretario generale dell’alleanza militare, Jens Stoltenberg, ha detto davanti al Congresso degli Stati Uniti che l’esistenza dell’Alleanza Atlantica è più necessaria che mai.

L’ex-premier norvegese gioca nel cortile di casa di Donald Trump, lanciando al presidente Usa un segnale di riconciliazione. Negli scorsi anni, il capo della Casa Bianca ha accusato gli alleati di non collaborare a sufficienza al sostentamento economico dell’organizzazione militare.

“La Nato è stata positiva per l’Europa, ma anche per gli Stati Uniti”, ha spiegato Stoltenberg  davanti al Congresso americano. Un passaggio rivolto soprattutto a Trump, convinto che gli Usa abbiano avuto più costi che benefici dall’alleanza.

Sui dissidi interni, l’ex-premier norvegese ha ricordato ai parlamentari americani che il messaggio del presidente degli Stati Uniti sull’impegno economico militare è stato totalmente recepito. Molti partner stanno investendo miliardi nella spesa per la difesa.

Stoltenberg ha toccato anche la questione dei rapporti con la Russia. Nel suo discorso ha messo in luce che nessuno vuole ricreare una Guerra Fredda. Tuttavia, non si deve essere ingenui rispetto alla relazione con Mosca. La sua posizione sulla Russia è che il gigante euro-asiatico deve stare dentro all’Inf (il trattato sul divieto di forze nucleari di medio e corto raggio). Il Cremlino sta abbandonando l’accordo dopo che gli Stati Uniti hanno detto addio al Trattato, accusando la Russia di violarlo.  La strategia della Nato è quella di non sviluppare forze nucleari in Europa ma compiere i passi necessari a creare una deterrenza credibile.

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