L’Etiopia dice no alla mediazione del Sudan nel conflitto del Tigrè. Perché Addis Abeba ha rifiutato la proposta sudanese.

L’Etiopia rifiuta la mediazione del Sudan nel conflitto del Tigré. Il Sudan risponde richiamando per la seconda volta il suo ambasciatore a Addis Abeba.

Il governo di Khartum aveva proposto la sua mediazione diplomatica per risolvere la crisi militare che contrappone esercito federale dell’Etiopia e il Fronte popolare di liberazione del Tigré. La proposta sudanese consisteva in un accordo per garantire l’accesso umanitario nelle zone del conflitto.

Il premier sudanese, Abdalla Hamdok, è il presidente di turno del blocco di paesi dell’Africa orientale all’interno dell’Autorità Intergovernativa per lo sviluppo. Molti leader dell’Africa orientale e del mondo hanno appoggiato la proposta del primo ministro del Sudan.


Perché l’Etiopia ha rifiutato la mediazione del Sudan

La portavoce del primo ministro etiope Abiy Ahmed ha spiegato in poche parole il motivo del rifiuto. Billen Seyoum ha detto che il Sudan ha una disputa aperta con l’Etiopia sul confine comune. Finché non si risolve questa disputa non è possibile accettare una mediazione.

Ci sono state negli ultimi mesi alcune incursioni di militari sudanesi in territorio etiope. Questo rende difficile un rapporto di fiducia che è alla base di qualsiasi mediazione e negoziato.

Il governo sudanese- ha spiegato la Seyoum- non può essere considerato credibile finché rimane aperta la questione della frontiera tra i due Paesi.

Il Sudan aveva già richiamato il suo ambasciatore a febbraio 2021 dopo avere accusato gli etiopi di incursioni sul suo territorio.

Sullo sfondo della querelle Etiopia-Sudan c’è in realtà la più ampia questione della diga della “rinascita” etiope sul fiume Nilo. Il governo di Addis Abeba ha fatto costruire questa grande infrastruttura idroelettrica, creando un profondo disaccordo con Sudan e Egitto sul riempimento della diga. L’Etiopia ha invitato il governo dell’Algeria a svolgere il ruolo di mediatore nella crisi della diga con Egitto e Sudan. E’ quindi difficile ritenere, in questo contesto, che Addis Abeba potesse accettare la mediazione sudanese nel conflitto del Tigré.

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