Per la prima volta Berlino ammette la sua responsabilità nel genocidio in Namibia tra il 1904 e il 1908. La Germania risarcisce il paese con oltre un miliardo di euro.

La Germania ha riconosciuto di aver compiuto un genocidio in Namibia all’inizio del XX secolo. Per la prima volta Berlino ammette le sue responsabilità nello sterminio avvenuto tra il 1904 e 1908. Il presidente tedesco, Frank-Walter Steinmaier, visiterà il Paese per fare le scuse ufficiali al parlamento namibiano.

Quello namibiano è il primo genocidio del secolo scorso che ha assistito a numerosi altri stermini come quello armeno da parte dei Turchi, quello nazista e diversi altri in Europa orientale e in Asia.

L’esercito dell’imperatore Guglielmo II perpetrò uno sterminio dei due popoli che vivevano in Namibia: gli Herero e i Nama. Ci sono voluti cinque anni di negoziati per riportare in luce questo episodio poco conosciuto della storia coloniale tedesca e fare ammetere alla Germania le sue responsabilità per la morte di decine di migliaia di persone.

Una nota del ministero degli Esteri tedesco riporta che la Germania chiederà ai discendenti dei familiari il perdono per la tragedia e “l’immenso dolore” causato 120 anni fa. Il capo della diplomazia tedesca Heiko Maas ha riconosciuto la responsabilità storica e ha annunciato un programma di sviluppo di 1 miliardo e 100 milioni di euro alla Namibia per “il dolore incalcolabile” causato dai massacri.

L’impero tedesco ottenne il territorio che oggi è la Namibia nel 1884 durante il Congresso di Berlino che regolarizzò i possedimenti coloniali europei in Africa. Si stima che la repressione tedesca delle insurrezioni locali provocò la morte di 65.000-80.000 herero e 10.000-20.000 Nama. La Germania perse i suoi possedimenti coloniali con la prima guerra mondiale. Di recente si è aperto nel paese un dibattito sul passato coloniale.

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