La Germania approva missione contro Isis

Il governo tedesco ha approvato il progetto di dare supporto militare nella lotta contro lo Stato Islamico in Siria. L’intera operazione militare costa 134 milioni di euro

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La Germania accoglie l’appello della Francia per combattere l’Isis

La Germania manda nell’area siriana una forza di 1200 uomini, una nave militare e aerei tornado da ricognizione. Berlino ha deciso di unirsi alla lotta contro lo Stato Islamico dopo l’appello di Francois Hollande all’indomani degli attentati dello scorso 13 novembre a Parigi.

Le forze militari tedesche non saranno però impiegate in azioni da combattimento. I mezzi militari tedeschi e i suoi soldati saranno impegnati in attività di supporto. Si tratta comunque della più grande operazione militare all’estero della Germania nel dopoguerra. Il costo è di 134 milioni di euro.

Ora la parola passa al Bundestag, la Camera bassa tedesca, che si riunirà a breve termine.

La scorsa settimana, Berlino ha inviato 650 soldati nel Mali che si sono uniti ai 1500 francesi già stanziati nello Stato africano.

La precedente missione militare tedesca ha visto impiegare circa 1000 soldati in Afghanistan.

1 COMMENT

  1. Fantastico….qui nessuno ha capito che si tratta di una vera guerra contro vere truppe. Mandano tutti soldati con mansioni di supporto quando qualche divisione corazzata appoggiata da aviazione e truppe di terra spazzerebbe via quella banda di cialtroni travestiti da stato in pochi mesi di campagna. Stanno facendo qui gli errori fatti in Bosnia, non prendere sul serio il nemico, anche se questi guerriglieri non hanno certamente la preparazione dell’esercito bosniaco. C’è una generale paura o ritrosia (e c’é da cinquant’anni) a usare il termine “Guerra”, forse per non dopver riconoscere, in seguito, ai reduci lo stato di “reduci di guerra” con le conseguenze economiche relative. Non basta l’esperienza americana che, per non aver mai dichiarato guerra al Vitnem del Nord, si sono ritrovati con decine di migliaia di reduci non-reduci sbandati e pericolosi per almeno vent’anni.

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