Israele e Arabia Saudita. Prove generali di normalizzazione

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Prove generali di normalizzazione tra Israele e Arabia Saudita

Il potenziale accordo per formalizzare le relazioni tra Israele e il regno saudita sarebbe complesso ma non impossibile.

Gli Stati Uniti stanno facendo della normalizzazione delle relazioni diplomatiche tra Israele e Arabia Saudita un obiettivo strategico. Un eventuale accordo tra Gerusalemme e Riad abbandonerebbe a loro stessi i palestinesi e metterebbe in crisi la posizione di Washington in Medio Oriente.

Joe Biden è convinto che la normalizzazione sia possibile. Alcuni funzionari statunitensi, come cita l’emittente al-Jazeera, hanno ammesso che stanno lavorando per un accordo tra israeliani e sauditi. L’ impegno del presidente per l’avvicinamento tra israeliani e sauditi ha creato molte speculazioni sul perché si dedichi proprio in questo momento alla questione. Nei prossimi mesi inizia la lunga corsa elettorale.


L’intesa difficile tra Israele e Arabia Saudita

Tuttavia, un’intesa tra i due Stati, storicamente rivali, non è facile e neppure scontata.

Prima di tutto perché richiederebbe a Israele di fare concessioni significative ai palestinesi. La coalizione di estrema destra, guidata da Benjamin Netanyahu, è intransigente a qualunque concessione ai palestinesi. Il presidente israeliano, Isaac Herzog, ha invece detto in un discorso davanti al Congresso Usa di aspirare a creare legami formali tra i due Paesi.

In secondo luogo perché le richieste di Riad mettono in difficoltà gli Stati Uniti. L’Arabia Saudita chiede a Washington un patto di mutua difesa, simile alla Nato, in base al quale se la monarchia araba venisse aggredita, gli americani la difenderebbero.

Inoltre, il principe ereditario saudita intende sviluppare un programma di sviluppo nucleare civile. Non ha mai negato questa ambizione che non è gradita a Washington e Gerusalemme.

Infine, l’Arabia Saudita è interessata da tempo all’acquisto di armi avanzate americane, come il sistema di difesa missilistica antibalistica Terminal High Altitude Area Defense (THAAD) da utilizzare contro i missili iraniani.

Finora l’Arabia Saudita non ha ufficialmente cambiato la sua politica a sostegno dell’iniziativa di pace araba, che condiziona il riconoscimento di Israele alla creazione di uno stato palestinese e alla ricerca di una “soluzione equa” alla difficile situazione dei rifugiati palestinesi.

Pochi stati arabi hanno riconosciuto Israele sin dalla sua nascita nel 1948, ma l’amministrazione dell’ex presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha contribuito a garantire accordi per le relazioni formali tra Israele e gli Emirati Arabi Uniti, il Bahrain e il Marocco nel 2020, noti come “Accordi di Abramo”. Il Sudan ha anche accettato di normalizzare le relazioni con Israele come parte della spinta di Trump.


Cosa chiedono gli Stati Uniti?

La diplomazia Usa è al lavoro perché Riyadh offra un pacchetto di aiuti senza precedenti alle istituzioni palestinesi in Cisgiordania, riduca in modo significativo le sue crescenti relazioni con la Cina e contribuisca a porre fine alla guerra civile in Yemen. Il New York Times scrive dell’attivismo diplomatico di Jack Sullivan, consigliere per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti, che ha visitato già due volte l’Arabia Saudita negli ultimi tre mesi.

Intanto, il presidente degli Stati Uniti Joe Biden ha accennato a possibili progressi in un potenziale accordo di normalizzazione tra Israele e Arabia Saudita. Parlando ai finanziatori della sua campagna presidenziale del 2024 durante un evento nel Maine, Biden ha detto che “Forse è in corso un riavvicinamento”. Il presidente non ha fornito ulteriori dettagli.

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