Iran e Arabia saudita verso la normalizzazione delle relazioni diplomatiche

Le due potenze del Golfo combattono guerre per procura nell’area afro-asiatica. Ma Iran e Arabia Saudita lavorano per normalizzare le relazioni.

Iran e Arabia Saudita proseguono il loro cammino verso la normalizzazione delle relazioni diplomatiche. Nonostante Teheran e Riad combattano guerre per procura in diverse aree mediorientali, la diplomazia continua a lavorare per tornare almeno a un rispettoso vicinato. Come quello che c’era fino al 2015 quando i due Paesi interruppero le relazioni e richiamarono in patria le loro delegazioni diplomatiche.


“Ci sono le condizioni perché riaprano le ambasciate dei due paesi”


L’ultimo atto verso il ritorno a normali rapporti tra Stati è stata la visita del 17 gennaio in Arabia Saudita di tre diplomatici dell’Iran. Hanno visitato la città saudita di Gedda per valutare la riapertura dell’ufficio di rappresentanza presso l’Organizzazione della cooperazione islamica (Oic) che gli iraniani hanno abbandonato, appunto, dal 2015.

Il riavvicinamento tra Iran e Arabia Saudita

Non è la prima volta che una delegazione iraniana va in visita dai sauditi. Già nei giorni scorsi i diplomatici di Teheran avevano visitato Gedda proprio in merito a una possibile apertura della missione di rappresentanza dell’Iran presso l’Oic, composta da 57 Paesi. Secondo un rappresentante del ministero degli Esteri iraniano, citato dall’agenzia Isna, ci sono le condizioni perché i due Stati riaprano le loro ambasciate a Teheran e Riad e ristabiliscano le missioni diplomatiche.

Il percorso di avvicinamento è iniziato nell’aprile 2021. Da allora ci sono stati quattro incontri negoziali a Baghdad, in Iraq, che i due governi hanno sempre definito “colloqui esplorativi”. Nei negoziati iracheni i delegati iraniani e sauditi hanno discusso delle principali questioni bilaterali e di livello regionale. Sul tavolo c’erano dunque la questione yemenita e quella siriana. A ottobre 2021, Teheran aveva proposto ai sauditi di dare un segnale reciproco sulla buona volontà di riallacciare relazioni diplomatiche. L’Iran avrebbe aperto la sua sede di legazione a Gedda, in Arabia Saudita, e Riad avrebbe fatto lo stesso riaprendo quella saudita nella città iraniana di Mashad.

Guerra diplomatica

Iran e Arabia Saudita si fronteggiano da anni un una “guerra diplomatica” che ha raggiunto il suo momento più elevato con la firma dell’accordo nucleare iraniano voluto dall’Amministrazione di Barack Obama. Lo “sdoganamento americano” del governo iraniano ha ridotto il peso politico del governo saudita, che si ritrova a trattare alla pari lo storico rivale e avversario sciita.

La strategia Usa passa da una nuova visione dello status quo regionale del Golfo. Le due principali potenze, Iran e Arabia Saudita appunto, si equilibravano a livello regionale. Finiva l’era in cui i sauditi erano i leader indiscussi del Golfo. Oltre al ritorno di Teheran sullo scenario regionale, c’erano altri giocatori che erano entrati sul terreno. Come gli Emirati Arabi Uniti, il Qatar e altre monarchie.

L’arrivo di Donald Trump alla presidenza Usa rovescia questo impianto geopolitico ancora in corso di formazione. Il neocon mette in discussione l’accordo nucleare con l’Iran, esce dall’accordo e fa approvare nuove sanzioni economiche verso Teheran, sempre più isolato a livello internazionale. I rapporti si sono deteriorati man mano negli anni. L’Iran ha minacciato e ripreso l’arricchimento di uranio, alimentando nuove tensioni internazionali.

Ma la politica è l’arte del possibile, la scienza del relativo, scriveva il cancelliere tedesco Otto von Bismarck. Teheran e Riad sembrano conoscere bene la lezione dell’uomo che riunificò la Germania. Tanto che hanno avviato prove di diplomazia, una serie cioè di colloqui volti a normalizzare le relazioni.

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