Il trattato che vieta le armi nucleari entra in vigore

Il trattato internazionale che prevede la distruzione delle armi nucleari e vieta per sempre il loro uso ha raggiunto le 50 ratifiche statali, la soglia minima necessaria per farlo entrare in vigore e renderlo efficace. L’ultimo Stato, in ordine di tempo, a depositare la ratifica (la 50° appunto) è l’Honduras.

L’annuncio è arrivato dalle Nazioni Unite lo scorso 24 ottobre non appena l’Honduras ha ratificato il trattato. Ci sono voluti oltre tre anni di negoziati per arrivare al completamento dell’iter giuridico che ha portato a dare vita a questo accordo costruito nei quartieri generali dell’Onu. Il Segretario Generale, Antonio Guterres, ha dichiarato che la “50° ratifica segna il punto di arrivo di un movimento mondiale che ha attirato l’attenzione sulle conseguenze catastrofiche per l’umanità in caso di utilizzo di armi nucleari”.

Pubblichiamo qui il testo e le informazioni sul Trattato di divieto di armi nucleari.

Come è noto, un trattato non ha valore e efficacia per i non firmatari. Tra questi ci sono otto potenze nucleari: Stati Uniti, Cina, Russia, Gran Bretagna, Francia, India, Pakistan, Corea del Nord, Israele. Tutti questi Paesi hanno definito l’accordo pericoloso, qualcuno si è anche spinto a dire che potrebbe causare l’effetto di far usare le armi nucleari.

L’aspetto positivo, come sottolinea il New York Times, è che queste potenze non sono riuscite a dissuadere gli altri Paesi dal firmare e ratificare il trattato. Ci ha provato, per esempio, Donald Trump che ha inviato una lettera a tutti i governi che hanno firmato o ratificato l’accordo per convincerli a ripensarci e ritirare la loro adesione. Nonostante questo, sono 84 gli Stati che lo hanno firmato e 5o quelli che lo hanno ratificato.

L’accordo mette fuorilegge l’uso di armi nucleari, la minaccia di usare, testare, sviluppare, produrre, trasferire in un altro Stato, armamenti nucleari.

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