Il piano tedesco per l'energia eolica

La Germania prevede di destinare il 2% del suo territorio alle pale a vento entro il 2032. Primo step del piano tedesco per l’energia eolica è il 2026.

La Germania si attrezza per affrontare l’emergenza mondiale delle risorse energetiche. La guerra in Ucraina ha reso più urgente per i Paesi europei la ricerca di fonti diversificate di approvvigionamento energetico al fine di ridurre la dipendenza da pochi fornitori. Così a Berlino hanno deciso di scommettere molto su rinnovabili e green economy.

Cosa prevede il piano tedesco per l’eolico

Tra le forme alternative di energia, il governo federale ha scelto di investire ancora di più sulla risorsa vento. Il piano tedesco per l’energia eolica prevede un percorso di 10 anni.

Entro il 2026 la Germania deve riservare l’1,4% del suo territorio alle pale eoliche. Quasi il doppio di quello attuale che, come ha ricordato il ministro tedesco per l’Economia e la Protezione del Clima Robert Habeck, si attesta allo 0,8%.

Nel 2032 il territorio riservato alle turbine eoliche deve essere il 2% di quello del Paese. L’obiettivo del 2% è stato stabilito nell’accordo di governo tra Partito Socialdemocratico (Spd), Verdi e Partito Liberaldemocratico.

Secondo il ministro Habeck, il 2% è una media tra zone con grande disponibilità di vento, che dovranno riservare il 2,2% di territorio entro il 2032, e quelle con scarsa disponibilità che potranno destinare l’1,8%.

Rischi di tensioni

Il governo tedesco è consapevole del fatto che questa scelta potrà generare tensioni e preoccupazioni tra gli abitanti di diverse zone della Germania. Tuttavia, ha specificato lo stesso ministro, è una scelta necessaria e responsabile sia per il pianeta sia per l’indipendenza energetica.

La posta in gioco, e non solo per la Germania, è il nuovo ordine energetico mondiale che è in corso d formazione dopo l’aggressione russa all’Ucraina. Il magazine britannico Foreign Affairs ha approfondito in un articolo l’argomento del nuovo ordine energetico. Sebbene nessuno possa sapere con certezza come sarà l’equilibrio post-bellico, non è difficile immaginare che ci saranno due grandi poli: quello russo e quello americano.

La posta in gioco è anche il rispetto dell’accordo sul clima e il raggiungimento degli obiettivi prestabiliti.

Modello tedesco?

La Germania fa quindi un grande passo in avanti sulla strada dell’indipendenza energetica. Nel 2020 Angela Merkel aveva presentato al Parlamento tedesco un disegno di legge per eliminare le centrali a carbone entro il 2038. Entrambi i rami del parlamento lo avevano approvato. La scelta di Berlino può diventare un esempio per altri Stati, tenendo in considerazione le peculiarità climatiche. L’Italia per esempio potrebbe seguire la strada tedesca, così come la Spagna, il Portogallo e la Francia. E trainare l’Europa verso gli obiettivi dell’accordo sul clima. Non solo quindi sull’indipendenza energetica. Una bella sfida per quei movimenti e partiti europei che volessero accettarla.

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