Il non allineamento sudafricano sull'Ucraina
l presidente sudafricano Ciryl Ramaphosa

Molti analisti internazionali stanno osservando l’atteggiamento del Sudafrica nella guerra russo-ucraina. In particolare i tweet del presidente Cyril Ramaphosa pubblicati all’inizio di marzo dopo alcuni raid di bombardamenti russi su civili e edifici residenziali in Ucraina. Il Capo di Stato sudafricano non ha speso una parola di condanna. Ha invece ringraziato il presidente Vladimir Putin per la sua chiamata nella quale ha espresso apprezzamento per l’approccio equilibrato del Sudafrica sulla questione ucraina, approccio importante per creare un ambiente favorevole al negoziato e alla mediazione. Il Sudafrica, come scrive il magazine statunitense Foreign Policy, sembra attaccato “al feticcio del non allineamento e del negoziato perfino davanti a una nuda aggressione”. Forse nostalgia della Guerra Fredda quando Mosca forniva supporto di ogni tipo ai movimenti di liberazione nazionale? O una evidente incapacità di leggere la Russia contemporanea, che è un’altra cosa rispetto al mondo della Guerra Fredda? Attualmente stiamo osservando che i leader sudafricani ripropongono argomentazioni sulla sicurezza russa identiche a quelle usate un tempo dal regime dell’apartheid per giustificare la sua violenza contro i paesi vicini.

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