Il 23 giugno sarà pubblicato il libro di John Bolton, ex consigliere per la sicurezza nazionale di Donald Trump. L’autore è una figura controversa della politica americana. Ritenuto un ultraortodosso del conservatorismo repubblicano, Bolton non è mai stato nelle grazie del presidente degli Stati Uniti. Il suo incarico alla Casa Bianca è stato il prezzo politico che Trump ha dovuto probabilmente pagare alla parte più intransigente dei neocon americani per il sostegno politico. “The room where it happened”, questo il titolo del libro di Bolton, è sul banco degli imputati. Il Dipartimento di Giustizia Usa ha aperto una crociata contro la pubblicazione perché conterrebbe informazioni riservate. La dichiarazione del ministero di giustizia è stata preceduta il giorno prima da quella di Trump. Il presidente ha detto ai giornalisti che Bolton potrebbe correre il rischio di essere incriminato perché ogni conversazione riportata è classificata come riservata. La Casa Bianca, scrive la BBC, aveva comunicato a Bolton lo scorso gennaio di rimuovere alcune informazioni altamente riservate. L’ex consigliere di Trump si è rifiutato di farlo. Intanto l’Unione Americana per i diritti civili prende le difese di Bolton nel nome della libertà di informazione e scrive che il governo degli Stati Uniti ha poche possibilità di bloccare la pubblicazione da un punto di vista legislativo.

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