L’affaire Aukus fa scricchiolare l’equilibrio delicato dei rapporti tra Unione Europea e Stati Uniti, segna una vittoria per la Gran Bretagna di Boris Johnson e dà più forza ai brexiter britannici.

A uscire sconfitta non è solo la Francia ma l’Unione Europea nel suo complesso.

Aukus è la partnership strategica tra Stati Uniti, Australia e Regno Unito. L’obiettivo dell’intesa è il contenimento dell’espansionismo cinese nell’Indo-Pacifico. L’alleanza è tutta anglo-sassone ed è un’operazione politica transnazionale che apre la strada a un nuovo player – quello english-speaking- sullo scenario internazionale.Gli Stati Uniti di Joe Biden rafforzano l’alleanza anti-cinese scegliendo il blocco della vecchia special relationship con Londra, aggiungendo Canberra. Arriveranno altri Paesi, forse il Canada e magari l’India.

Si comprende il mal di pancia francese per aver visto sfumare la scorsa settimana un affare da 36 miliardi di dollari sui sottomarini nucleari. L’Australia ha annullatol’acquisto dei sottomarini che la Francia si apprestava a vendere all’esercito di Canberra. Probabilmente li acquisterà da inglesi e americani.

L’affaire evaporato in un colpo solo ha fatto irritare la Francia. Tanto che il presidente Emmanuel Macron si è rifiutato di andare a New York dove è in corso la sessione annuale dell’Assemblea Generale dell’Onu e ha richiamato a Parigi per consultazioni i suoi ambasciatori a Washington e Canberra. Il ministro degli esteri francese Jean-Yves Le Drian è stato ancora più duro e ha accusato Biden di comportarsi come Donald Trump ma senza tweet, ha parlato di pugnalata alle spalle e ha detto che si sono rotti i rapporti di fiducia. Il ministro della difesa fracese ha annullato il summit previsto con il suo omologo britannico. Mai si era vista una crisi simile nelle relazioni transatlantiche della Francia.

L’impatto c’è anche sull’Europa. Le cancellerie dei principali Stati europei non sembrano finora dare molto peso all’irritazione francese e al trattamento ricevuto. La Germania, con le elezioni alle porte, glissa. L’Italia non ha preso posizione. Il primo ministro olandese Mark Rutte era addirittura a cena con Boris Johnson nel momento della crisi. L’alto rappresentante dell’Ue, Josep Borrell,farà fatica a trovare una posizione di sintesi che metta d’accordo i 27 Paesi membri. Non tutti pensano che lo schiaffo alla Francia sia uno schiaffo all’Europa come sostengono a Parigi. A New York, a margine dei lavori dell’Assemblea Generale, Borrell prova a mediare con i rappresentanti dei 27.

L’accordo Aukus e lo strappo sui sommergibili sono il sogno di ogni Brexiter, ha scritto il Washington Post. Effettivamente tutta l’operazione appare una grande vittoria per i sostenitori del divorzio tra Europa e Rego Unito. E indebolisce i no Brexit, tanti, interni alla Gran Bretagna, coronando il sogno della Global Britain di Johnson.

Ciò che sta accadendo, e al quale dobbiamo abituarci, scrive l’Ispi sul suo sito, è la scarsa attenzione di washington verso gli alleati europei. Era in parte già accaduto con l’Afghanistan e ora si ripete. Gli americani stanno cercando altre strade per il contenimento della Cina. E hanno poca fiducia negli europei che, a dir del vero, faticano a trovare decisioni forti verso Pechino. A Bruxelles docranno riflettere molto su questa percezione degli Stati Uniti e chiedersi se non sia che chi è causa del suo mal …pianga se stesso.

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