Ruanda e Russia mandano militari. Il ritorno dell’ex-presidente Bozizè, escluso dalle elezioni presidenziali, fa temere un golpe nella Repubblica Centrafricana.

Il governo della Repubblica Centrafricana suona l’allarme per un possibile golpe da parte dell’ex presidente Francois Bozizé, escluso dalle elezioni presidenziali del prossimo 27 dicembre. Bozizè è stato presidente del Paese africano dal 2003 al 2013. E’ rovesciato da un colpo di stato realizzato da ribelli musulmani con il supporto di Ciad e Sudan. Nel 2019 torna nella Repubblica Centrafricana e nel 2020 annuncia la sua candidatura alle presidenziali. La Corte Suprema lo blocca il 3 dicembre, escludendolo dalla corsa presidenziale per mancanza del requisito di “buona moralità” che è richiesto ai candidati. Bozizè è destinatario di un mandato di cattura internazionale delle Nazioni Unite per presunti omicidi, torture e rapimenti. Intanto, la situazione della Repubblica Centrafricana fa crescere i timori di destabilizzazione tra i Paesi confinanti. Il Ruanda decide così di mandare i suoi militari. Soprattutto, dopo che i peacekeepers ruandesi presenti nella Repubblica Centrafricana sono stati attaccati dai ribelli in marcia verso la capitale Bangui. Anche la Russia ha inviato diverse centinaia di militari e armi pesanti nel Paese per sostenere il governo, nell’ambito degli accordi bilaterali già in vigore. Il governo del Paese africano fa sapere che ci sono combattimenti in corso e ci sono movimenti di gruppi armati nel nord-ovest.

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