Il Coronavirus divide Cina e Stati Uniti

Il Coronavirus divide Cina e Stati Uniti
Donald Trump e Xi Jinping al vertice di Osaka in Giappone nel 2019

Come la pandemia mondiale diventa il nuovo terreno di scontro tra i due Stati.

La pandemia del Coronavirus divide e fa litigare Cina e Stati Uniti. Washington e Pechino in queste settimane si sono lanciate accuse reciproche sull’origine del virus. Donald Trump parla di “virus cinese”, facendo infuriare Xi Jinping. Le due leadership hanno scatenato una gara su chi scopre per primo il vaccino. I cinesi hanno espulso giornalisti americani di testate autorevoli come il New York Times e gli americani fanno lo stesso con i media cinesi. La diffusione del Covid-19 è diventata in sostanza il nuovo terreno di scontro dopo la tecnologia 5G e la guerra commerciale sui dazi. Lo scontro insomma sta entrando in acque pericolose e chi rischia di rimetterci di più potrebbe essere l’America. Perché gli Usa stanno entrando ora nella fase più delicata delle restrizioni sociali e economiche necessarie a frenare la diffusione del virus. La Cina, al contrario, è in fase di ripresa.


Cina e Stati Uniti: batti e ribatti sul Coronavirus

All’inizio fu il verbo … di Trump. Il presidente Usa parla nelle interviste di “virus cinese” a proposito del Coronavirus e ripete più volte l’espressione finché a Pechino non si arrabbiano. La risposta dei cinesi non si fa attendere. La Cina ribatte che il virus potrebbe essere arrivato in Cina attraverso soldati americani durante i giochi militari dello scorso ottobre a Wuhan, poi divenuto il primo focolaio del contagio. Il batti e ribatti prosegue con le autorità cinesi che espellono 13 giornalisti americani di grandi testate come il New York Times, Wall Street Journal, Washington Post. E’ la risposta cinese all’espulsione decisa dagli Stati Uniti, poco prima, di 60 dipendenti di media cinesi.

Secondo la Brooking Insitution, autorevole think tank americano, le relazioni sino-americane, sono al punto più difficile mai raggiunto negli ultimi quarant’anni. E ciascuno dei due Stati prova a scaricare le responsabilità sull’altro.


Cosa nascondono gli attacchi di Trump

Fino all’11 marzo il presidente degli Stati Uniti si riferiva al Covid-19 come un “virus straniero” originatosi in Cina. Dopo ha cominciato a usare l’espressione “virus cinese”, dando alla pandemia una connotazione nazionale che insinuava una responsabilità cinese. Perché Trump cambia il linguaggio? Secondo alcuni analisti la questione sta nel fatto che il contagio mondiale scopre il tallone di Achille degli Stati Uniti: il suo sistema sanitario. Una diffusione del Covid scopre le carte deboli della sanità Usa. Attaccare la Cina può diventare quindi un modo per deviare l’attenzione dai problemi interni. A peggiorare le relazioni tra i due Stati sarà la inevitabile recessione economica che seguirà al Coronavirus.

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