Il Cile chiude l'era Pinochet. Vince il sì alla riforma della Costituzione
I sostenitori del sì festeggiano la vittoria in piazza a Santiago del Cile. (Contro ogni precauzione da Covid-19).

Il Cile sceglie il cambiamento. Passa il referendum per la riforma della Costituzione. E i cileni mettono in soffitta Augusto Pinochet.

Quarant’anni dopo, il Cile chiude definitivamente l’era del dittatore Augusto Pinochet. I cileni hanno infatti scelto a grande maggioranza la riforma della Costituzione ereditata dal dittatore che fu autore del colpo di Stato contro Salvador Allende nel 1973. Il referendum costituzionale di ieri 25 ottobre ha dato ragione a chi voleva cambiare. Il 78,28% degli elettori ha detto sì alla riforma. I votanti sono stati poco sotto il 50%. Un dato che fa riflettere perché dopo un anno di scontri, politici e di piazza, solo la metà dei cileni è andata a votare. Il referendum però passa. E il Cile dice addio alla carta costituzionale che Pinochet aveva fatto approvare nel 1980. Cosa prevede la riforma? Ci sarà una assemblea costituente eletta dai cileni. La costituente sarà composta da uomini e donne in uguale misura. Le elezioni per scegliere la composizione dell’Assemblea avranno luogo il prossimo aprile. Entro un anno dovrà essere approvato il testo della nuova Costituzione. Poi un secondo referendum, che la approverà definitivamente. Nel novembre 2019, il presidente cileno Sebastiàn Pinera ha deciso di indire il referendum costituzionale dopo un mese di proteste quotidiane in tutto il Cile che ha visto scendere in piazza oltre un milione di persone. La rabbia dei cileni è esplosa a causa dei livelli elevati di diseguaglianza sociale nel Paese. In particolare, le proteste si sono sviluppate contro la privatizzazione di settori come l’educazione, la sanità, le pensione e l’housing sociale.

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