Città del Messico ospita il negoziato sul Venezuela. Il presidente messicano fa il primo passo della sia strategia diplomatica per l’Anerica Latina.

Il Messico ospita i negoziati tra governo venezuelano e opposizioni. Da una parte ci sono i rappresentanti del governo di Caracas di Nicolàs Maduro, dall’altra quelli del leader dell’opposizione Jùan Guaidò che gli Stati Uniti, l’Unione Europea e altri Paesi hanno riconosciuto come presidente legittimo del Venezuela.

L’annuncio sui negoziati arriva dal presidente messicano Manuel Lopez Obrador. Il capo di Stato messicano aveva spiegato la sua strategia diplomatica per il continente americano. Ora passa dalle paorle ai fatti.

Il primo passo dell’ordine geopolitico secondo Obrador si compie in Venezuela. Il Paese sudamericano affronta da anni una crisi politico-istituzionale e economica nella quale sono intervenuti anche Stati Uniti e Unione Europea.

Obrador ha accolto l’invito del Regno di Norvegia che sta mediando tra le parti contrapposte in Venezuela. I precedenti tentativi di dialogo sono falliti. Nel 2017 e nel 2018 ci sono stati incontri nella Repubblica Dominicana. Nel 2019 a Oslo e alle Barbados. Nessuno di questi ha portato a risultati.

Il negoziato comincia il 13 agosto a Città del Messico dopo il via libera del governo. Il presidente messicano ha spiegato che il suo Paese non interverrà in alcun modo sul dialogo in osservanza del principio di non ingerenza negli affari interni dei Paesi terzi.

Il primo incontro porterà alla firma di un memorandum d’intesa contenente i punti principali da mettere in agenda nel negoziato, che proseguirà a settembre.

I delegati del governo venezuelano di Maduro portano al tavolo la questione delle sanzioni economiche internazionali. L’esecutivo di Caracas punta sull’avversario politico Guaidò che ha un canale di collegamento preferenziale con Washington e la Casa Bianca. Le sanzioni diventano uno strumento di scambio negoziale tra le delegazioni di Maduro e di Guaidò, parti contrapposte nella crisi politica venezuelana.

I colloqui messicani non saranno facili. Le diffidenze e i sospetti reciproci complicano un confronto che è già ad alta tensione soprattutto dopo gli arresti da parte del governo di Caracas di persone vicine al leader dell’opposizione Gauidò, come Freddy Guevara. Il Venezuela si trova, a causa della pandemia, in una condizione economica vicina al collasso che Guaidò definisce insostenibile.

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