I libri che abbiamo letto nel passato: “La quarta sponda” di Sergio Romano

In una fase come l’attuale dove si torna a parlare di intervento militare in Libia, è interessante ripensare le letture significative di volumi di diversi anni fa. Sulla Libia ce n’è uno che ricordiamo in particolare per la ricostruzione minuziosa dell’avventura italiana in Libia nel 1911-12. Il volume è di Sergio Romano e si intitola “La quarta sponda”. Con dettagli e approfondimenti, Romano ricostruisce le vicende politiche, economiche e sociali che portarono l’Italia di Giolitti (un apprendista stregone della politica estera viene definito dall’autore nella prefazione) alla campagna di Libia.

Sergio Romano descrive soprattutto gli aspetti internazionali della vicenda, concentrandosi nella prima parte del libro sul percorso di inizio secolo (il XX) che condusse alla conquista della Libia. L’Italia della Triplice Alleanza, che poi avrebbe voltato la faccia per avvicinarsi all’Intesa, giocò una partita tutta sua tra crisi marocchine, ambizioni francesi e tedesche, tensioni balcaniche, per ricavarsi uno spazio nell’unico Paese nordafricano ancora “libero” da conquiste coloniali. L’operazione diplomatica fu delicata, quella bellica vissuta con il timore del ricordo del fallimento di Adua nel 1896.

La colonizzazione dello “scatolone di sabbia”, per citare Gaetano Salvemini, avvenne dopo tensioni sociali con l’ala più radicale del sindacalismo italiano e dei socialisti. Tra questi Pietro Nenni ma anche un giovane Benito Mussolini. Quello che poi andò ancora più in giù, in Etiopia, qualche decennio dopo.

Un libro da leggere.

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