La hard Brexit di Boris Johnson fa danni alla sterlina

La divisa britannica perde valore da quando l’ex-ministro degli esteri è diventato premier. La hard Brexit di Boris Johnson per ora danneggia la sterlina.

Come sarà la Brexit del neo premier Boris Johnson? Tutto fa pensare che il nuovo inquilino di Downing Street opterà per la Hard Brexit dopo il 31 ottobre. L’ex-ministro degli esteri di Theresa May lo ha fatto intendere in diverse dichiarazioni pubbliche. La sua vision è chiara: accordo o no, l’1 novembre Londra esce dall’Unione Europea. E’ questa la Hard Brexit di Boris Johnson.

Cosa succederà dopo nessuno può saperlo, Johnson compreso. L’eventualità di una Brexit senza accordo un effetto però lo ha giù causato. La sterlina è crollata in molti mercati finanziari. Martedì 30 luglio la valuta britannica ha perso valore per il secondo giorno consecutivo. E luglio potrebbe chiudersi con il valore più basso dall’ottobre 2016. Attualmente la sterlina vale 1,21 dollari. Che equivale a un crollo del 4% solo nell’ultimo mese, e del 2,4% da quando Johnson è arrivato al governo. Un campanello d’allarme per gli inglesi, che dovrebbero chiedersi quanti benefici possa portare l’ex-sindaco di Londra ritenuto un falco anti-Ue negli ambienti politici e finanziari. Stesso discorso per il rapporto di cambio sterlina-euro. Oggi la valuta londinese vale 1,09 euro, il minimo storico dal 2017. Un calo del 2,5% dall’arrivo a Downing Street di “Ben il giallo”.

C’è da riconoscere che la divisa britannica ha subito molte oscillazioni negli ultimi anni legate al momento politico. Ha raggiunto livelli alti con l’elezioni di David Cameron a premier nel 2015 per poi crollare a giungo 2016 dopo la vittoria dei pro-Brexit al referendum, risalire di nuovo con la May e ora crollare di nuovo. Ma sono in molti a pensare che con Johnson la stabilità valutaria non può che peggiorare.

Advertisements

Rispondi