La mediazione egiziana arriva nel mezzo della guerra tra Israele e Hamas. Avanzata una proposta francese. Cosa prevede il piano egiziano.

Arriva la proposta dell’Egitto per una tregua tra esercito israeliano e Hamas. La mediazione egiziana per il cessate il fuoco in questa guerra tra Israele e Gaza prevede di mettere il bavaglio alle armi da giovedì 20 maggio alle 6 (ora israeliana). L’Egitto ha fatto tutto in maniera privata senza passare dai canali della diplomazia multilaterale. Come l’Onu per esempio. Dal Cairo hanno comunque fatto sapere che ha accettato solo Hamas, mentre da Israele non è ancora arrivata una risposta.

Nonostante la mediazione egiziana, continua comunque il pressing diplomatico di Stati Uniti e Unione Europea. Europa ancora bloccata dal veto ungherese. La risoluzione proposta nel summit dei ministri degli esteri dell’Ue prevedeva la condanna della violenza e il cessate il fuoco. Il governo di Budapest però si è opposto, impedendo l’unanimità e quindi l’adozione della risoluzione.

In campo anche il Papa. Il Vaticano sta seguendo la vicenda da vicino. Il segretario di Stato Pietro Parolin è impegnato a cercare la possibilità di un cessate il fuoco.

Intanto, prende quota anche la proposta avanzata da Francia, Egitto e Giordania e presentata al Consiglio di Sicurezza. Consiste nel cessate il fuoco per permettere azioni umanitarie a favore della popolazione di Gaza. La Cina ha annunciato di appoggiare la mediazione trilaterale guidata dalla Francia. Tre i punti della proposta: cessate il fuoco, cessazione del lancio di razzi, risoluzione del Consiglio di Sicurezza Onu sulla vicenda.

Rispondi