Guerra Russia Ucraina diplomazia a tutto campo. Entra in gioco il Vaticano

Il Papa annuncia durante l’Angelus l’intervento diplomatico del Vaticano. E parla di guerra tra Russia e Ucraina.

Diplomazia a tutto campo nella guerra tra Russia e Ucraina. L’impegno delle cancellerie statali si sta intensificando. L’ultima in ordine di tempo è quella della Santa Sede.

Papa Francesco ha annunciato durante l’Angelus del 6 marzo, l’intervento diplomatico del Vaticano nella guerra tra Russia e Ucraina.

Bergoglio ha parlato proprio di guerra e non di operazione militare “speciale” come ripete Vladimir Putin nella sua azione di propaganda. Il Santo Padre ha in questo modo fatto intendere la posizione del Vaticano: ci troviamo in una condizione in cui c’è un aggressore e un aggredito, una situazione di guerra senza se e senza ma.

Per questo motivo la Santa Sede ha inviato a Kiev due cardinali di grande esperienza internazionale: il cardinale Krajewski, elemosiniere, per portare gli aiuti ai bisognosi, e il cardinale Czerny, prefetto ad interim del Dicastero per il Servizio dello sviluppo umano integrale.

Per ora poco trapela di come si muoverà la diplomazia vaticana. Si sa solo che due plenipotenziari del Papa sono in Ucraina.

La diplomazia del Papa segue l’attivismo del presidente francese Emmanuel Macron. Il Capo dell’Eliseo è tornato per la quarta volta a parlare con Putin. Il presidente russo ha espresso la sua volontà di proseguire i colloqui diplomatici e mantenere aperta la porta del dialogo. Il capo del Cremlino ha riferito a Macron che gli ucraini non rispettano gli accordi, soprattutto sull’evacuazione dei civili dalle aree degli scontri.

Al termine del colloquio con il presidente francese, Putin ha anche espresso la sua disponibilità a una trilaterale nell’ambito Aiea (Agenzia per l’energia atomica) con Zelensky purché si tenga online.

Intanto, il segretario di Stato Usa Anthony Blinken sarà a Parigi per incontrare Macron proprio a seguito di questa “apertura” di Putin.

Nel frattempo il premier italiano Mario Draghi ha avuto un colloquio telefonico con Volodymyr Zelensky. Draghi ha rassicurato il presidente ucraino sul pieno sostegno italiano all’Ucraina e ha ribadito la sua condanna all’aggressione russa.

L’offensiva diplomatica di Santa Sede e Francia arriva dopo l’azione messa in atto dal premier israeliano Naftali Bennet, che ha incontrato Putin a Mosca. Bennet ha detto di vedere scarse possibilità di risolvere la crisi anche se continuerà a lavorare.

Il presidente turco Recep Tayyp Erdogan è intervenuto su Putin al quale ha chiesto durante una conversazione telefonica di garantire il cessate il fuoco e firmare un accordo di pace. Putin ha risposto che “l’operazione della Russia per difendere il Donbass può essere sospesa solo se le forze di Kiev interromperanno i combattimenti e accetteranno le richieste della Russia”.

Anche la Cina si è mobilitata a livello diplomatico e si deve al ministro degli esteri di Pechino la promozione del primo round di colloqui tra russi e ucraini.

Infine, il premier britannico Boris Johnson ha annunciato in un editoriale sul New York Times un piano in sei punti per risolvere la crisi. Il piano di Johnson prevede: creazione di una coalizione umanitaria internazionale; fare di più per la difesa dell’Ucraina; massimizzare la pressione economica; prevenire qualsiasi normalizzazione di ciò che la Russia fa in Ucraina (per non incoraggiare Putin come dopo l’invasione della Georgia nel 2008 e l’annessione della Crimea nel 2014); sempre aperti alla diplomazia e alla riduzione dell’escalation; agire ora per rafforzare la sicurezza euro-atlantica.

Rispondi